• Articolo Bonn, 17 novembre 2017
    • Serve ancora il via libera da parte della plenaria

      Alla COP 23 si sblocca lo stallo sui temi dell’agricoltura

    • Incagliati da anni, i negoziati sull’agricoltura possono finalmente veleggiare verso l’implementazione di soluzioni. Una buona notizia dalla COP 23

    cop 23

     

    La COP 23 riesce a unire pensiero e azione nel settore primario

     

    (Rinnovabili.it) – Se c’è una buona notizia in questa COP 23 che volge al termine, è lo sblocco di un lungo stallo sui temi dell’agricoltura. Secondo quanto riportato da Reuters, infatti, questa settimana i negoziati sul clima hanno fatto un passo avanti che dovrebbe aprire la strada a politiche più sagge e meglio finanziate per aiutare gli agricoltori alle prese con i cambiamenti climatici.

    Le discussioni erano state impastoiate da anni per diverse ragioni: da un lato i paesi in via di sviluppo erano restii a concordare obblighi di riduzione delle emissioni agricole, dall’altro le nazioni ricche non avevano intenzione di sovvenzionare il settore primario nei luoghi più colpiti dagli eventi meteorologici estremi.

    L’agricoltura, la silvicoltura e i cambiamenti nell’uso del suolo (ILUC) producono, a detta della FAO, circa il 21% delle emissioni globali di gas serra, cifra che ne fa il secondo comparto più inquinante dopo quello energetico. Un quarto delle perdite e dei danni causati da disastri climatici come inondazioni e tempeste colpisce il settore primario, tasso che sale all’80% se si tiene conto degli effetti più lenti, come le siccità.

     

    >> Leggi anche: L’agricoltura industriale non è adatta a sfamare il pianeta <<

     

    cop 23Circa il 90% dei paesi che hanno presentato piani di riduzione delle emissioni allo scopo di limitare il riscaldamento globale ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali ha incluso impegni sull’agricoltura. I progressi nei negoziati di questa settimana hanno portato ad unire il lavoro di un tavolo tecnico a quello di un altro che si occuperà dell’implementazione: sembra il minimo per dare corpo alle buone intenzioni, ma è già qualcosa. Le misure da attivare vanno dall’uso di varietà colturali più adatte alla siccità o a forti piogge alla riduzione dell’uso degli aratri, dall’installazione di pompe solari per l’irrigazione all’acquisto di animali dai pastori prima che muoiano di fame. Ora manca soltanto l’adozione delle proposte da parte della plenaria della COP.

     

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