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    Isabella Ceccarini

    • Articolo Roma, 20 maggio 2019
    • Indagine Intesa Sanpaolo: il futuro in agroenergie e innovazione

    • Come sta cambiando l’agricoltura in Italia? Presentata a Mantova Food & Science Festival l’indagine Intesa Sanpaolo su agroenergie e innovazione. Parole chiave: sostenibilità, risparmio idrico, circolarità, capitale umano e agricoltura 4.0

    intesa sanpaolo agroenergie

     

     

    (Rinnovabili.it) – 135 aziende agricole, 920 addetti e un fatturato complessivo di 180 milioni di euro nel 2018. Questo il campione sul quale Intesa Sanpaolo ha condotto un’indagine che è stata presentata nel corso del convegno “L’agricoltura tra innovazione e agroenergie”, ospitato da Mantova Food & Science Festival, una manifestazione di divulgazione scientifica che approfondisce le tematiche che riguardano il cibo, sia come scienza della produzione che come consumo. L’indagine – curata dalla Direzione Regionale Lombardia e dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, insieme a Confagricoltura Mantova, Brescia e Cremona – ha riguardato il comparto agricolo e zootecnico delle province di Mantova, Brescia e Cremona.

     

    Fra i temi esaminati nell’indagine di Intesa Sanpaolo, le agroenergie (ovvero la potenzialità energetica che si può ricavare dai processi agricoli), la sostenibilità, il risparmio idrico, la circolarità, il capitale umano e agricoltura 4.0.

     

    Più della metà degli intervistati ha dichiarato di aver aumentato il fatturato negli ultimi tre anni grazie soprattutto a un piano di investimenti che ha riguardato in particolare agricoltura di precisione o 4.0: l’innovazione emerge quindi come importante fattore di crescita che ha investito sia le tecniche di coltivazione e di allevamento che la parte organizzativa dell’azienda, come dichiarato dal 77% delle imprese. Grande attenzione è stata riservata all’ambiente, al benessere degli animali e quindi all’eticità degli allevamenti, nonché al biologico che conferma la fase di inarrestabile sviluppo. In questa nuova visione dell’agricoltura declinata in chiave di agroenergie, la sostenibilità è costantemente in primo piano: 1 allevamento su 5, ad esempio, ha un impianto di biogas e 1/3 delle aziende intervistate ricava energia dai pannelli fotovoltaici.

     

    Tutti gli intervistati nell’indagine di Intesa Sanpaolo hanno manifestato la preoccupazione per l’approvvigionamento idrico. Se oggi l’acqua è ritenuta un problema per il corretto svolgimento delle attività agro-zootecniche, per il futuro è una risorsa considerata a rischio. Non a caso, il risparmio idrico è considerato una delle principali sfide per il futuro; gran parte degli intervistati, infatti, si sta già attrezzando in questo senso con investimenti mirati.

     

    Un’altra sfida importante, connessa a quella dell’acqua, riguarda l’instabilità climatica, che crea danni pesantissimi alle colture, un problema già concreto e attuale: basta pensare a quello che sta accadendo quest’anno, con una primavera calda e anticipata seguita da un ritorno dell’inverno, con grandine e addirittura neve quando le piante sono in piena fioritura.

     

    Com’è cambiato il profilo dell’agricoltore con il ricambio generazionale? Dall’indagine emerge che il 43% degli addetti ha meno di 40 anni ed un livello di formazione variabile: il 16% sono in possesso di una laurea, il 35% ha un diploma superiore e l’11% un diploma triennale. Dal profilo formativo, si direbbe che l’impiego in agricoltura non sia un ripiego ma una scelta, con obiettivi di crescita guidati dall’innovazione, a cui sono più propensi i giovani. Carenti le esperienze all’estero, vantate solo dal 7% delle aziende, ma cresce il bisogno di internazionalizzazione: consapevoli della qualità dei loro prodotti, gli addetti ritengono che sia importante farli conoscere all’estero per incentivare l’export.

     

    4 imprese su 10 adottano tecnologie di precisione o 4.0 in campo sia agricolo che zootecnico: il vantaggio economico e reddituale è presente in tutte le aziende, indifferentemente dalle dimensioni: anche le piccole infatti, dichiarano di essersi avvantaggiate dall’investimento e utilizzo di tecnologie di precisione. Alcune aziende non hanno adottato le tecnologie 4.0, soprattutto perché hanno ritenuto che l’investimento fosse troppo oneroso o perché ritenevano che l’azienda fosse troppo piccola per trarne vantaggio. Una percentuale, tuttavia, non ha investito perché non aveva le competenze adeguate in azienda: tema sul quale riflettere, dato che la formazione è stata indicata da tutti come indispensabile.

     

    Una bella iniziativa presente al Mantova Food & Science Festival  è il  workshop interattivo per studenti universitari del settore comunicazione: “A lezione di comunicazione e impresa”. Intesa Sanpaolo Innovation Center si spiega come avviare una startup, dalla costruzione del modello di business alla valutazione della sostenibilità economica. Inoltre, non meno importante, viene dedicato spazio alla comunicazione pubblica della scienza per quanto riguarda produzione, trasformazione e consumo del cibo.

     

    Intesa Sanpaolo Innovation Center è un acceleratore di sviluppo dell’economia circolare in Italia: nel piano di impresa 2018-2021, la Banca ha messo a disposizione un plafond fino a 5 miliardi di euro dedicato alle imprese, di ogni dimensione, che vogliono adottare l’economia circolare.

     

    “Risparmiare è un gioco da bambini” è dedicato alla fascia 6-12 anni per insegnare i concetti base del risparmio e del valore degli oggetti e del denaro. Un contesto in cui – grazie alla presenza dei robot umanoide Pepper di Intesa Sanpaolo Innovation Center – i bambini possono apprendere i principi del risparmio attraverso il gioco e la fantasia.

     

     

     

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