• Articolo Roma, 17 gennaio 2018
  • BoxXLand, la prima fattoria verticale in scatola dell’Enea

  • Realizzato in Italia  il primo prototipo fattoria idroponica mobile. Grazie ad un cervello elettronico e senza l’uso di pesticidi può produrre oltre 30mila piante l’anno. 

BoxXLand fattoria verticale

Credit: ENEA

 

(Rinnovabili.it) – Un sistema modulare per coltivare piante in maniera organica, ovunque e con qualsiasi clima. In una sola parola: BoxXLand, il prototipo di fattoria verticale in scatola realizzato dall’Enea. La scatola in questione è classico container per trasporti ma all’interno dei suoi 63 metri quadrati si trova un impianto ad alta tecnologia in grado di riprodurre uno dei più avanzati sistemi di coltivazione indoor.

Il progetto incarna quell’idea di agricoltura 4.0  che si sta progressivamente facendo strada del settore agroalimentare. Un modello, come spiega la stessa Enea, “che guarda alla città come luogo di produzione”, puntando a “zero consumo di suolo, zero km, zero acqua, zero pesticidi”. Ma se le risorse in entrate sono ridotte al minimo, per quelle in uscita (verdure, frutta, erbe aromatiche) la resa è massima. Un obiettivo che i ricercatori sono riusciti ad ottenere grazie ad un sistema di gestione computerizzato che controlla luce, temperatura, umidità e concentrazione di CO2.

 

Come funziona BoxXLand, la fattoria verticale in scatola?

Si tratta di una piccola fattoria verticale idroponica, dotata di oltre 60 metri quadrati di area coltivabile. È costituita da 2 linee su 4 piani sovrapposti per la produzione fuori dal suolo. Ciò  significa che al posto della terra sono impiegati substrati alternativi come la torba pressata o la fibra di cocco, a cui viene aggiunta acqua e sostanze nutritive. Alla base di ciascuna linea si trova un serbatoio, che serve come buffer idrico per i cicli di irrigazione e da intermediario all’impianto di fertirrigazione. L’illuminazione artificiale a LED replica le condizioni naturali, garantendo lo spettro di luce più adeguato ad ogni fase del ciclo di crescita e accelerando così il metabolismo vegetale. L’ambiente controllato permette di evitare l’uso di pesticidi, garantendo sempre valori ottimali di temperatura, umidità e CO2.

 

La scelta di un container come involucro dell’impianto permette al sistema di essere, non solo facilmente trasportabile, ma anche impilato su altre unità per ampliare le dimensioni del progetto finale. In questo modo può adattarsi a diverse esigenze, da quelle più contenute di piccoli produttori locali o ristoranti a quelli di comunità o villaggi remoti.

BoxXLand – scrive l’Enea – è un sistema modulare per la coltivazione di prodotti orticoli in tutti gli ambienti e in ogni clima, con il vantaggio della maggiore resa in minore tempo e senza utilizzo di pesticidi chimici. Nonostante il suo modesto ingombro, può produrre 2.000 piante (es. lattuga, erbe aromatiche) per ogni ciclo di 3 settimane, cioè circa 32.000 piante/anno in qualsiasi punto del pianeta”.

 

>>Leggi anche La fattoria verticale che vuole sfamare una città<<

 

Il prototipo rappresenta il primo grande prodotto “made in Italy” che guarda al mercato delle vertical farms (fattorie verticali). Mercato che secondo gli analisti di settore è in piena espansione. MarketsandMarkets stima che il settore raggiungerà i 5,80 miliardi di dollari di valore entro il 2022, aumentando a un CAGR del 24,8%. La crescita più consistente si registrerà ovviamente nella regione Asia-Pacifico (APAC) a causa dell’aumento della popolazione e della limitata superficie agricola fertile.

 

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