• Articolo Strasburgo, 8 settembre 2017
  • Contro il pericolo "Fukusushi"

    Eurodeputati contrari a eliminare i controlli sul cibo radioattivo

  • La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha criticato duramente la proposta di Bruxelles di eliminare i controlli sul potenziale cibo radioattivo proveniente dal Giappone

cibo radioattivo

 

No alla proposta di Bruxelles di rilassare i controlli sul cibo radioattivo

 

(Rinnovabili.it) – I controlli sulle importazioni di prodotti alimentari provenienti dal Giappone non devono essere ammorbiditi, perché il rischio di acquistare cibo radioattivo non può dirsi inesistente. Lo ha chiesto ieri la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo (ENVI), con una risoluzione approvata per alzata di mano che critica duramente la proposta della Commissione Europea di rilassare i controlli sulla radioattività delle importazioni giapponesi di alimenti e mangimi.

Bruxelles ha intenzione di emendare il regolamento relativo alle importazioni da alcune aree del paese del sol levante in cui i livelli di radiazioni non sono considerati pericolosi, escludendoli dai controlli prima dell’ingresso nel mercato europeo. Secondo la Commissione UE, i dati delle ultime due stagioni di coltivazione dimostrerebbero che i prodotti alimentari di queste zone non presentano rischi per la salute umana e animale e che i rigorosi standard di sicurezza alimentare del Giappone rendono ridondanti ulteriori controlli nell’Unione.

 

>> Leggi anche – Fukushima 6 anni dopo: radiazioni record e spese doppie << 

 

Ma la risoluzione, presentata dal deputato francese dei Verdi Michèle Rivasi, ritiene che l’emendamento proposto superi le competenze dell’esecutivo comunitario e domanda se sta facendo abbastanza per proteggere la salute dei cittadini. I membri della Commissione ENVI hanno convenuto che sarebbe stato «molto discutibile» se le misure di sicurezza fossero state eliminate solo sei anni dopo il disastro nucleare di Fukushima.

Il sospetto è che queste misure delle Commissione Europea siano in qualche modo conseguenti alla prossima conclusione di un accordo di libero scambio UE-Giappone (JEFTA), già criticato da Greenpeace che ne ha svelato qualche mese fa numerosi contenuti segreti. Lo scopo degli accordi bilaterali sul commercio e gli investimenti è soprattutto ridurre i lacci regolamentari che impastoiano gli scambi. Ed è quello che alcuni eurodeputati pensano stia accadendo con la proposta di eliminare i controlli aggiuntivi sulle importazioni giapponesi di alimenti e mangimi.

«Dopo l’incidente di Fukushima, non voglio vedere un incidente di Fukusushi in Europa – ha detto il deputato lussemburghese dei Verdi Claude Turmes – È nostro compito assicurarci che ciò non accada».

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