• Articolo Parigi, 25 settembre 2017
  • Il 5-6 ottobre la decisione in Europa

    La Francia boccia il glifosato ma taglia i sussidi al biologico

  • Il primo ministro Edouard Philippe ribadisce il no di Parigi al rinnovo dell’autorizzazione al glifosato. Ma in parallelo arrivano i tagli all’agricoltura bio

glifosato

 

Ribadito il no al glifosato, ma arrivano tagli anche al biologico

 

(Rinnovabili.it) – Per la Francia è no, e da questa posizione non intende smuoversi. Rinnovare l’autorizzazione al glifosato per altri 10 anni, come propone la Commissione Europea, è inaccettabile. Lo ha ribadito stamattina il Primo ministro Edouard Philippe, secondo cui si tratta di un periodo «troppo lungo, date le preoccupazioni che rimangono su questo prodotto, e la Francia voterà contro la proposta, come chiaramente illustrato già a luglio».

L’iter di rinnovo resta dunque incerto, con la Germania che l’anno scorso ha seguito la Francia astenendosi in seno al comitato fitosanitario permanente, il gruppo di esperti nominati dagli stati membri cui viene affidato il parere sulle proposte di Bruxelles in materia di diserbanti e pesticidi. In mancanza di una maggioranza qualificata, per superare uno stallo che avrebbe fatto decadere la licenza del glifosato nel giugno 2016, la Commissione Europea ha deciso per un rinnovo straordinario di soli 18 mesi. Che però scadono alla fine di quest’anno. Nel frattempo, l’Agenzia UE per le sostanze chimiche (ECHA), ha potuto dare il suo parere sulla potenziale cancerogenicità della sostanza. Ha concluso che il glifosato non può causare tumori, proprio come aveva dichiarato l’Agenzia per la sicurezza alimentare (EFSA), ma al contrario di ciò che ha stabilito l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) nel 2015.

 

>>Leggi anche: L’ok al glifosato è un copia e incolla dello studio di Monsanto <<

 

Un nuovo pronunciamento del comitato fitosanitario è atteso per il 5-6 ottobre, ma nel caso in cui non venisse glifosatoraggiunto un accordo, la scadenza non ufficiale è il 6 novembre. L’Italia non si è ancora espressa ufficialmente, ma gli ambientalisti sperano che la dura presa di posizione francese porti il nostro paese a schierarsi con il fronte del no. Nel giugno scorso, una Iniziativa dei cittadini europei (ECI) ha raccolto oltre un milione di firme per fermare il glifosato e cambiare le norme comunitarie in materia di pesticidi. Parigi sembra ascoltare queste preoccupazioni, ma se da un lato si oppone al diserbante più utilizzato al mondo, dall’altro ha deciso di tagliare i sussidi pubblici all’agricoltura biologica. Nonostante la fase di crescita, che nel primo semestre 2017 ha toccato il 9,7%, entro il 2018 verrà sospeso il sostegno al settore, che ne uscirà indebolito come quello britannico e olandese, vittima delle stesse misure. Secondo l’Eurostat, in cinque anni, le terre agricole su cui si pratica l’agricoltura bio nei 28 stati membri è cresciuto del 21%, dai 9 milioni di ettari del 2010 agli 11,1 milioni del 2015. Ma né le politiche nazionali, né la nuova Politica agricola comune (PAC), si concentrano sulla promozione di questo modello.

 

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