• Articolo Heverlee, 26 settembre 2017
  • La ricerca di Biodiversity International

    La sesta estinzione di massa colpirà il nostro cibo

  • Il mondo dipende per tre quarti da 12 colture e 5 specie animali. La sesta estinzione di massa colpirà queste riserve, con potenziali carestie planetarie

sesta estinzione di massa

Credit: Pxhere CC0 Public Domain

 

Le monocolture prime vittime della sesta estinzione di massa

 

(Rinnovabili.it) – La sesta estinzione di massa è già in corso, dicono diversi scienziati. Ma la notizia è che non riguarda soltanto le specie animali selvatiche. Tre quarti del cibo consumato globalmente provengono oggi da appena 12 colture e cinque specie animali, un fatto che rende gli stock molto vulnerabili a malattie e parassiti che possono diffondersi a macchia d’olio attraverso le monocolture industriali. Un esempio è la grande carestia irlandese, che in conseguenza di una patologia delle patate ha visto morire di fame un milione di persone nel 1879. Continuare ad affidarsi a poche varietà, inoltre, mette a rischio i rendimenti in uno scenario climatico in rapida evoluzione. Il che può diventare un grosso problema visto che la crescita della popolazione mondiale farà salire anche la domanda.

 

>> Leggi anche: La sesta estinzione di massa è già in atto e l’uomo ne è la causa <<

 

Eppure esistono decine di migliaia di specie selvatiche o raramente coltivate che potrebbero fornire una ricca gamma di nutrienti. Si tratta di piante resistenti alle malattie e tolleranti all’ambiente che cambia. Difficile però compensare in tempi brevi la distruzione di aree selvagge, l’inquinamento e lo svuotamento del mare dovuto alla pesca. Sono questi i fattori che hanno scatenato la sesta estinzione di massa, ma l’attenzione di oggi è tutta proiettata sugli animali selvatici, con metà delle specie scomparsa negli ultimi 40 anni. Un nuovo rapporto di Biodiversity International rivela però che le stesse pressioni antropiche mettono in pericolo anche l’approvvigionamento alimentare, con almeno 1.000 specie coltivate già in pericolo.

La nuova relazione illustra come sia i governi che le aziende possano proteggere, valorizzare e utilizzare la grande varietà di colture alimentari poco conosciute. Alcuni esempi sono il gac, un frutto rosso tipico del Vietnam, o la banana Asupina arancione. Entrambi hanno livelli estremamente elevati di beta-carotene, che il corpo converte in vitamina A, e che potrebbero aiutare milioni di persone hanno ne sono carenti.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *