• Articolo Ginevra, 7 maggio 2012
  • Aggiornato il protocollo di Göteborg

    “Ecodogane” contro l’inquinamento transfrontaliero

  • Le Parti della Convenzione sull’inquinamento atmosferico dell’UNECE hanno approvato i nuovi impegni di riduzione per i principali inquinanti atmosferici al 2020. Inclusi, per la prima volta, anche i limiti per le polveri sottili

(Rinnovabili.it) – Dopo anni di negoziati e colloqui, le Parti alla Convenzione sull’inquinamento atmosferico dell’UNECE hanno raggiunto un nuovo accordo internazionale per aggiornare il protocollo di Göteborg, il trattato che fissa limiti d’emissione per l’inquinamento atmosferico transfrontaliero in Europa, Stati Uniti e Canada.  Adottato il 30 novembre 1999, il protocollo stabilisce gli standard nazionali per quattro inquinanti: zolfo, ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili (COV) e ammoniaca, tutte sostanze in grado esercitare i propri effetti negativi su suolo, vegetazione, acque a distanze di centinaia e migliaia di chilometri dal punto di emissione e spesso in paesi diversi da quelli in cui sono state prodotte.

Per rafforzare la strategia ambientale contro l’inquinamento transfrontaliero sono stati proposti e approvati nuovi obiettivi di riduzione e  il nuovo testo del protocollo include ora nuovi impegni da raggiungere a partire dal 2020 e  soprattutto – per la prima volta – vincoli emissivi per le polveri sottili. I nuovi obiettivi del protocollo chiedono, entro il 2020, ai paesi firmatari una riduzione delle emissioni di circa il 60% per lo zolfo, del 40% per gli ossidi di azoto (NOx), del 30% per i composti organici volatili (COV), del 6% per l’ammoniaca e del 20% per il particolato rispetto ai livelli del 2005. Le parti hanno stretto un accordo anche sul cosiddetto ‘Carbon Black’, o nero fumo, una sostanza inquinante di breve ma con un effetto climatico molto più potente della CO2.

“Si tratta – ha dichiarato Janez Potočnik, commissario europeo per l’ambiente – di un significativo passo in avanti nella tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Per la prima volta, abbiamo un accordo internazionale che riconosce il nesso tra inquinamento atmosferico e cambiamento climatico. Accettando di regolare anche il ‘Carbon Black’, vedremo effetti positivi sia a livello locale che internazionale”.