• Articolo Roma, 5 novembre 2012
  • Il rapporto di Unioncamere e Symbola

    “Green Italy 2012”: il 38,2% delle assunzioni è verde

  • Green economy ed eco-convergenza come ricetta anti crisi: il 23,6% delle imprese italiane crede nella rivoluzione verde

(Rinnovabili.it) – “Per uscire dalla crisi e trovare il suo spazio nel mondo che cambia, l’Italia deve fare l’Italia”. Ermete Realacci non ha dubbi: per affrontare le sfide di oggi e di domani si deve puntare su una green economy che incroci la forza del made in Italy. In altre parole è necessario cambiare “partendo dai talenti dell’Italia”. Per questo, in qualità presidente della Fondazione Symbola, Realacci ha presentato oggi insieme al Presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, il Rapporto GreenItaly 2012, foto puntuale del mutamento intrapreso dall’intero sistema economico italiano verso l’ecosostenibilità e dei profitti ad esso associati.

 

Secondo l’analisi del documento – realizzato con il Patrocinio dei Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico e con la partnership di Wired, Comieco e Fiera Milano Congressi – la crisi ha avuto il merito di riorientare il modello di sviluppo in direzione di una maggiore sostenibilità ambientale, di una maggiore innovazione, qualità ed efficienza. Al punto che un’impresa su quattro del settore industriale e terziario (il 23,6% del totale, ovvero quasi 360mila imprese) ha realizzato negli ultimi tre anni, o realizzerà entro quest’anno, investimenti in prodotti e tecnologie che assicurano un maggior risparmio energetico o un minor impatto ambientale.

 

L’innovazione è uno dei carattere distintivi delle imprese del Belpaese e sembra essere legata a doppio filo alla sostenibilità: nel 2011 il 37,9% delle aziende che investono in eco-sostenibilità ha introdotto innovazioni di prodotto o di servizio contro  il 18,3% delle imprese che non investono green. Spiccata propensione per l’innovazione dunque, e  per l’export considerando che  ben il 37,4% delle imprese che investono in tecnologie green vanta una presenza sui mercati esteri, contro il 22,2% di quelle che non vi investono.

 

Anche il settore dell’occupazione sta iniziando ad imparare che questo nuovo trend è tra i più proficui tanto che il 38,2% delle assunzioni (241 mila) complessive programmate (stagionali inclusi) da tutte le imprese italiane dell’industria e dei servizi per l’anno in corso si deve alle aziende che investono in tecnologie green. Dove sono localizzate il maggior numero  di aziende dal cuore “verde”? Secondo il rapporto la classifica è guidata dalla Lombardia con 69 mila imprese, seguita dal Veneto con quasi 34 mila imprese e dal Lazio con 33 mila imprese.