• Articolo Roma, 1 giugno 2012
  • Pubblicato il nuovo rapporto della FAO

    “Verso il futuro che vogliamo”

  • Graziano da Silva: ”non possiamo parlare di sviluppo sostenibile mentre quasi una persona su sette è vittima della denutrizione”

(Rinnovabili.it) – O si annullano la fame nel mondo e la malnutrizione di una grande parte della popolazione o ” non ci potrà mai essere uno sviluppo sostenibile’‘. È quanto  afferma la Fao in un rapporto, dal titolo ”Verso il futuro che vogliamo: fermare la fame e attivare la transizione verso sistemi agricoli e di cibo sostenibilità”, realizzato in vista del summit mondiale di Rio+20.

La Fao ha stimato perdite di cibo a livello globale in 1,3 miliardi di tonnellate all’anno – circa un terzo della produzione mondiale di cibo per consumo umano – pari a oltre il 10% del consumo totale mondiale di calorie. Il direttore generale della Fao, Jose’ Graziano da Silva, ha affermato ”non possiamo parlare di sviluppo sostenibile mentre questa situazione persiste, mentre quasi uno ogni sette uomini, donne e bambini vengono abbandonati, vittime della denutrizione”.

”La ricerca per la sicurezza alimentare – ha aggiunto da Silva – puo’ essere il filo conduttore che lega le diverse sfide che abbiamo di fronte e contribuisce a costruire un futuro sostenibile”. Un’occasione questa per ricordare cosa implica il concetto di sviluppo sostenibile, entrato a far parte del linguaggio quotidiano ed assunto come slogan elettorale.

Introdotto nel 1987 con il rapporto Bruntland e rafforzato alla Conferenza di Rio del 1992, il concetto di sviluppo sostenibile è divenuto l’elemento basilare di ogni politica ambientale. Lo sviluppo sostenibile, nato dalla presa di coscienza dell’uomo dell’importanza di un uso razionale delle risorse della natura, va inteso quindi come un concetto dinamico per il quale lo sfruttamento delle risorse naturali, gli investimenti, lo sviluppo tecnologico, i mutamenti istituzionali vanno attuati in modo da tenere in dovuta considerazione non solo i bisogni presenti ma anche quelli delle generazioni future

Lo sviluppo è inteso come diritto di tutti gli esseri umani; “tutti hanno diritto ad una vita sana e produttiva in armonia con la natura”. Lo scenario mondiale attuale vede una (buona) parte della popolazione che muore di fame e l’altra parte spreca il cibo e le altre risorse; tale situazione evidentemente non è il linea con l’idea di crescita sostenibile. I Paesi partecipanti al prossimo vertice di Rio hanno quindi una valida occasione per impegnarsi affinché si realizzi il naturale connubio tra sicurezza alimentare e la sostenibilità. (M.G.L.)