• Articolo Stanford, 25 febbraio 2016
  • L’allarme della Carnegie Institution for Science

    L’acidificazione degli oceani ucciderà tutti i coralli

  • Solo un taglio drastico delle emissioni può evitare la morte delle popolazioni di corallo. La tecnologia non eviterà l’acidificazione degli oceani

L'acidificazione degli oceani ucciderà tutti i coralli

 

(Rinnovabili.it) – L’unico modo di evitare la morte dell’intera popolazione di coralli a causa del fenomeno di acidificazione degli oceani è un taglio netto delle emissioni. Così si esprime un gruppo di esperti chimici internazionali guidati dalla Carnegie Institution di Stanford, nell’ennesimo studio che esamina gli impatti devastanti dei cambiamenti climatici sull’ecosistema globale.

Più il ph dell’acqua oceanica aumenta di acidità, più è difficile per i coralli proliferare. Sebbene i ricercatori sembrino sostenere che l’utilizzo di tecniche di ingegneria chimica intorno alle barriere coralline non è una soluzione, dichiarano che può funzionare su scala ridotta (in baie o lagune). Lo sviluppo di queste tecnologie è spesso suggerito dal coautore di questo studio, Ken Caldeira, fan della geoingegneria.

La ricerca ha dimostrato che il corallo della grande barriera australiana è cresciuto meglio nel periodo precedente la seconda rivoluzione industriale, quando la quantità di CO2 nell’acqua non era influenzata in maniera determinante dall’uomo. L’anidride carbonica forma un acido debole miscelandosi con l’acqua, e più ne forma più inficia la capacità di creature come coralli, granchi, aragoste o bivalvi di costruire i loro gusci protettivi.

 

L'acidificazione degli oceani ucciderà tutti i coralli 3«L’unico, vero modo duraturo per proteggere le barriere coralline è quello di fare profondi tagli nelle nostre emissioni di anidride carbonica – ha detto Caldeira, che lavora alla Carnegie Institution for Science – Le nuove tecniche probabilmente renderanno possibile qualche intervento, ma su scala ridotta».

Un rapporto internazionale nel 2013 ha detto che il tasso di acidificazione degli oceani attuale è il più veloce negli ultimi 55 milioni di anni. Ripercussioni negative sono state evidenziate un mese fa anche sui batteri che li popolano, un fatto che inciderà direttamente sull’ecosistema e la catena alimentare. Non è immune dall’acidificazione anche il nostro Mediterraneo, considerato un mare «altamente vulnerabile». Ennesima minaccia per il reef viene dalle temperature dell’acqua in aumento, aggravate dal fenomeno climatico El Niño nel Pacifico.

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