• Articolo Washington, 31 agosto 2015
  • Lo studio del WRI mette inquietudine per il drastico futuro che tratteggia

    Acqua: nel 2040 sarà un problema per 167 Stati del mondo

  • Situazioni di stress idrico interesseranno l’intero pianeta nei prossimi 25 anni. Dal Medio Oriente all’Occidente, il problema dell’acqua è diventato sistemico

Acqua nel 2040 sarà un problema per 170 Stati del mondo 3

 

(Rinnovabili.it) – Se ne parla ancora poco, ma se ne parlerà sempre più man mano che sul pianeta ne rimarrà sempre meno. Il tema dell’acqua è di importanza cruciale per capire le dinamiche che potrebbero sconvolgere il mondo che conosciamo oggi nel prossimo futuro. Lo ha messo nero su bianco il World Resources Institute, con un report drammatico che misura domanda e disponibilità di acqua in 167 Paesi.

Le conclusioni sono da brividi: entro il 2040, cioè fra 25 anni, 33 Stati dovranno fare i conti con uno stress idrico di livello «estremamente alto». La scarsità d’acqua è un problema che a catena si porterà dietro pericoli globali: dal momento che ben 14 nazioni fra le 33 più colpite si trovano in Medio Oriente, vi sono fondati timori che questo possa incidere pesantemente sulla stabilità politica dell’area, già oggi in parte compromessa.

 

Acqua nel 2040 sarà un problema per 167 Stati del mondo

I ricercatori sottolineano come la scarsità d’acqua abbia probabilmente contribuito alle rivolte scoppiate in Siria (non sono i primi a legare le due questioni) sfociate poi nella guerra civile. Il calo delle risorse idriche, spiegano gli autori del rapporto, è stato tra i fattori che hanno costretto 1.5 milioni di persone, in maggioranza agricoltori e pastori, a lasciare le loro terre in aree rurali per trasferirsi nelle zone urbane, impreparate a reggere il maggiore affollamento. Allo stesso modo, i ricercatori del World Resources Institute hanno scritto che l’acqua ha giocato un ruolo importante nel lungo conflitto tra Israele e i territori palestinesi.

 

Acqua nel 2040 sarà un problema per 170 Stati del mondo

 

Ma se gli effetti peggiori si avranno in altre parti del mondo, nemmeno in Europa potremo dirci fuori da ogni pericolo. La scarsità di risorse idriche, sottolineano gli esperti, si farà sentire anche in Estonia, così come in Cile, Namibia e Botswana. L’impatto sul tessuto produttivo, agricolo e sociale non sarà uno scherzo. Anche potenze globali come Usa, Cina e India dovranno attrezzarsi: il livello di stress idrico, pur rimanendo costante a livello nazionale, potrebbe aumentare tra il 40% e il 70% in alcune aree, come il sudovest degli Stati Uniti o nella provincia cinese di Ningxia. Senza un accordo sul clima coraggioso e realmente risolutivo delle questioni chiave – avvertono i ricercatori – prepariamoci ad assistere al potenziale collasso di intere regioni del mondo.

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