• Articolo Roma, 3 giugno 2019
  • Alto Adriatico, dal mare recuperate 14 tonnellate di rifiuti in 10 mesi

  • Il progetto di ISPRA e marineria di Chioggia (VE) coinvolge imbarcazioni e pescatori, che separano il rifiuti dal pescato e li conferiscono a terra

mare

(Rinnovabili.it) – Sono oltre 14 le tonnellate di rifiuti raccolte nell’Alto Adriatico in soli 10 mesi da 6 barche della marineria di Chioggia, in provincia di Venezia, con l’iniziativa Fishing For Litter. L’azione fa parte del progetto ML-REPAIR (REducing and Preventing, an integrated Approach to Marine Litter Management in the Adriatic Sea). Di queste 14 tonnellate, un campione di più di una tonnellata è stato analizzato dai ricercatori dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per determinare tipologia, materiale e possibili fonti degli oggetti trovati, per un totale di più di 7000 oggetti.

Il “pescato”, se così si può definire, è soprattutto plastica, che rappresenta da sola il 66% in peso dei rifiuti analizzati, seguita da materiale misto (16%), gomma (10%), tessile (5%) e metallo (3%), mentre carta, legno lavorato e vetro non rappresentano insieme neanche l’1% del totale.

Si tratta principalmente di oggetti di uso comune, molti dei quali usa e getta, come bottiglie, buste di plastica, lattine e imballaggi alimentari. Una discreta percentuale, il 28%, è riconducibile ad attività di mitilicoltura, con le retine utilizzate per l’allevamento delle cozze. A incidere anche la pesca commerciale: il 22% in peso dei rifiuti è fatto di pezzi di rete e strutture in gomma utilizzate per proteggere la parte di rete a contatto con il fondo. Il 16% è costituito da oggetti riconducibili ad attività legate al mare e alla navigazione, come ad esempio cime, cavi, parabordi, boe e galleggianti. In misura minore gli strumenti legati alla piccola pesca, come le reti da posta, le nasse e trappole, che costituiscono lo 0,5% del totale analizzato.

Non è la prima volta che l’ISPRA e la marineria di Chioggia collaborano: avevano già raccolto circa 31 tonnellate di rifiuti in Alto Adriatico in uno dei primi progetti di Fishing for Litter mai realizzati in Italia tra il 2013 e il 2016, nell’ambito del progetto europeo IPA Adriatic DeFishGear (Derelict Fishing Gear Management System in the Adriatic Region).

L’attività non si conclude qui. Fino almeno a settembre le operazioni continuano con il progetto ML-REPAIR (gennaio 2018 – settembre 2019), finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Croazia. Sono 7 i partner coinvolti (4 italiani e 3 croati) fra istituti di ricerca, associazioni di educazione ambientale, centri di ricerca e assistenza tecnica per la pesca e istituzioni pubbliche. A livello operativo, le protagoniste sono le imbarcazioni che operano con pesca a strascico: quando la rete viene recuperata, i pescatori separano i rifiuti dal pescato, li stoccano a bordo dentro appositi sacchi e infine, al rientro, li conferiscono a terra in cassonetti dedicati.

Il progetto è una delle iniziative che affidano al settore della pesca un ruolo fondamentale sia in termini di prevenzione del marine litter, tramite un corretto smaltimento degli attrezzi da pesca dismessi, sia tramite la rimozione attiva dei rifiuti dal fondale durante le attività di pesca. Rifiuti che provengono in gran parte da terra e che arrivano a mare attraversando i fiumi o il sistema fognario, quando non sono portati dal vento o gettati intenzionalmente.

ISPRA e marineria di Chioggia hanno inoltre presentato una mappa descrittiva dello stato di implementazione del Fishing For Litter nei principali porti dell’Adriatico, realizzata attraverso appositi questionari rivolti alle amministrazioni locali, regionali e portuali. Si tratta di uno strumento utile per gli amministratori interessati ad implementare queste iniziative, che verrà presentato al Ministero dell’Ambiente nei prossimi mesi e reso disponibile online sul sito ISPRA nella forma di una Web app.

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