• Articolo Roma, 22 aprile 2013
  • L’allarme della Coldiretti

    Il cemento ha fatto sparire il 15% dei campi in 20 anni

  • Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio. Ma cresce la sensibilità ambientale con la spesa a km 0 per 21 mln di italiani

Il cemento ha fatto sparire il 15% dei campi in 20 anni(Rinnovabili.it) – Nella Giornata della Terra non si poteva non parlare dei danni che modelli di sviluppo urbano sbagliati stanno apportando ai nostri territori. A ricordarcelo è Coldiretti che coglie l’occasione offerta da questo particolare evento per riportare l’attenzione di tutti su un dato sconcertante: l’Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono, vale a dire il 15 per cento delle sue campagne. Un numero che preoccupa e cui oggi si deve poter rispondere con adeguate misure di protezione rivolte sia al territorio che ai cittadini. “Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) con il risultato che in Italia – sottolinea la Coldiretti – oltre 5 milioni di cittadini si trovano in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per cento dell’intero territorio nazionale. Ad aumentare è anche – precisa la Coldiretti – la dipendenza degli italiani all’estero per l’approvvigionamento alimentare con la produzione nazionale che nel 2012 è stata in grado di garantire appena il 75 per cento del fabbisogno alimentare degli italiani.  Il rischio in questo caso – denuncia la Coldiretti – è quello di un aumento delle importazioni con effetto sull’ambiente per l’impatto climatico dei trasporti ma anche sulla salute dei cittadini con l’arrivo di alimenti di diversa qualità spesso spacciati come Made in Italy”.

 

E una delle misure che sta contribuendo a riassegnare il giusto valore all’agricoltura e ai prodotti locali è proprio il lavoro svolto dalla Fondazione Campagna Amica alla quale fa riferimento al rete di settemila aziende, mercati degli agricoltori e botteghe che offrono cibi e bevande a chilometri zero e annullano l’impatto negativo sul clima provocato dai trasporti. A questa felice realtà si affidano oggi ben ventuno milioni italiani attraverso la spesa “salva clima”, facendo così risparmiare all’atmosfera, fino ad oggi, 98 milioni di chili di CO2. “Fermare la cementificazione e il degrado del territorio, impedire la contaminazione transgenica e l’inquinamento industriale, offrire alimenti sicuri e genuini ma soprattutto affermare e trasmettere alle nuove generazioni un modello di sviluppo diverso e più sostenibile è l’impegno degli agricoltori italiani per la giornata della terra”, spiega il presidente della Coldiretti Sergio Marini sottolineando che “a preservare la gran parte della superficie territoriale italiana ci sono le aziende agricole, prime al mondo per rispetto ambientale, sostenibilità sociale e per sicurezza alimentare”.