• Articolo Londra, 8 gennaio 2016
  • L’ultimo studio appena pubblicato su Science

    Antropocene: l’era dell’uomo inizia con l’inquinamento globale

  • Isotopi radioattivi, gas serra, pesticidi, plastica. Dal 1950 la Terra riporta tracce delle nostre scorie: in quel momento è iniziato l’Antropocene

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(Rinnovabili.it) – L’impronta dell’essere umano sul sistema Terra è ormai così profonda da giustificare la definizione di una nuova era geologica: l’Antropocene. La tesi è contenuta in un paper pubblicato ieri su Science, cui hanno lavorato esperti della British Geological Survey (BGS).

L’alba dell’Antropocene segnerebbe la fine dell’epoca dell’Olocene, che si stima essere iniziata 11.700 anni fa, al termine dell’era glaciale. Il nuovo termine, coniato negli anni ottanta dal biologo Eugene Stoermer, è stato adottato nel 2000 dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen.

Da allora, la Commissione Internazionale di Stratigrafia – l’organo scientifico che decide ufficialmente i confini temporali delle ere geologiche – ha chiesto ad un gruppo di geologi, paleontologi e altri scienziati di esaminare la letteratura per capire se vi erano basi per sostenere una tale proposta. Il gruppo di lavoro sull’Antropocene sta lavorando dal 2009: la ricerca uscita ieri su Science è l’ultima di una serie. L’incertezza e il dibattito si spostano sempre più dal “se” al “quando”, dal momento che non vi è ancora un consenso diffuso sul periodo storico cui far risalire l’inizio di questa nuova era dell’uomo.

 

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La proposta degli esperti della British Geological Survey, che hanno lavorato con 24 membri del gruppo di lavoro sull’Antropocene (AWG), è che la data sia da fissare intorno alla metà del XX secolo. È a questo punto della storia che vi è una rapida e capillare diffusione di materiali come alluminio, cemento, plastica, ceneri volanti (sottoprodotto della combustione di carbone) e il fallout provocato dalle esplosioni nucleari in tutto il pianeta. Senza dimenticare la concentrazione atmosferica senza precedenti di emissioni di gas serra.

Per giungere a questa conclusione, il gruppo di esperti si è chiesto: fino a che punto le azioni umane sono registrate e misurabili negli strati geologici? Il mondo dell’Antropocene deve infatti differenziarsi nettamente dall’Olocene, periodo in cui la civiltà umana si è sviluppata. Da allora le società sono avanzate gradualmente, addomesticando la terra per aumentare la produzione alimentare, costruendo insediamenti urbani e sviluppando l’abilità nello sfruttare le risorse idriche, minerarie ed energetiche del pianeta. Tuttavia, la nascita dell’Antropocene, è intesa dagli esperti della BGS come un periodo di rapida trasformazione ambientale causata dall’impatto congiunto di due fattori: aumento della popolazione umana e consumo di risorse, collocabile intorno alla metà del XX secolo.

 

Antropocene l’era dell’uomo inizia con l'inquinamento globaleÈ in quel momento che i cambiamenti nel sistema Terra apportati dagli esseri umani diventano talmente evidenti da produrre una serie di segnali nei sedimenti e nel ghiaccio. I carotaggi hanno rivelato che, dal 1950 circa, si trovano nel terreno nuovi minerali e tipi di roccia, che riflettono la rapida diffusione globale di materiali tra cui alluminio, cemento e plastica. Essi formano abbondanti quantità di “tecnofossili”, ossia fossili costituiti da elementi inesistenti allo stato naturale. Altro indizio è la maggiore erosione del suolo provocata dalla deforestazione e dalla costruzione di strade. Anche la chimica ha lasciato tracce diffuse a partire dalla metà del 900: i ricercatori citano elevati livelli di idrocarburi policiclici aromatici (potenti inquinanti atmosferici tipici del carbone e del petrolio), policlorobifenili (PCB), residui di pesticidi e fertilizzanti azotati.

Infine, il contributo del fallout nucleare: il 16 luglio 1945 è la data cui risale la detonazione della prima bomba atomica nel deserto di Alamogordo, nel New Mexico. Al momento dell’esplosione, alcuni isotopi radioattivi si sono diffusi a livello planetario, entrando a far parte della composizione delle rocce sedimentarie. Si tratta di un altro segnale dell’inizio della grande accelerazione.

Un Commento

  1. Vittorio Marletto
    Posted gennaio 9, 2016 at 6:58 pm

    Insomma i geologi hanno accettato la proposta di un meteorologo, che tale è il grande Paul Crutzen, che prese il nobel per aver spiegato l’origine chimica del buco dell’ozono.

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