• Articolo Cupertino, 21 aprile 2015
  • Tanti buoni propositi sacrificati al dio della produzione di massa

    Apple presenta il suo report di (in)sostenibilità

  • Un’impronta di carbonio in crescita negli ultimi 12 mesi e lavoratori schiavi in Cina non si possono nascondere dietro gli slogan ad effetto di Apple

Apple presenta il suo report di (in)sostenibilità

 

(Rinnovabili.it) – Il 2015 Environmental Responsibility Report di Apple non contiene dati di cui andare fieri. Eppure l’azienda ribadisce a gran voce il suo impegno a ridurre l’impatto ambientale dei propri prodotti e attività: «Non vogliamo discutere di cambiamenti climatici. Vogliamo fermarli», afferma pomposamente la multinazionale della mela.

Ma Apple, contrariamente a quanto vorrebbe far sapere, è molto lontana da una seria riduzione dei gas serra, del consumo di carta e dall’eliminazione delle sostanze tossiche nei suoi dispositivi.

 

Il rapporto afferma che l’impronta di carbonio globale dell’azienda è aumentata tra il 2013 e il 2014, in parte perché la società sta vendendo più prodotti.

Si è però fregiata del fatto che il 100% dei data center, uffici e negozi al dettaglio negli Stati Uniti è alimentata interamente da fonti rinnovabili, così come l’87 per cento delle sue strutture a livello mondiale. Ma l’energia utilizzata dalle strutture Apple nel corso dell’anno fiscale 2014 rappresentava solo l’1% della carbon footprint aziendale. È la produzione a far impennare le cifre, responsabile del 73% delle 34,2 milioni di tonnellate di emissioni del gruppo.

 

Quando poi si tratta di censire il volume della carta utilizzata per l’imballaggio, Apple non fornisce i numeri, ma dice soltanto che nel corso dell’esercizio 2014 «oltre l’80 per cento della carta e cartone ondulato utilizzato nei nostri iPhone, iPad, iPod, Mac, imballaggi delle TV proveniva da foreste gestite in maniera sostenibile, fonti di legno controllate o materiali riciclati». Saranno anche sostenibili, ma quanti sono gli alberi abbattuti “sostenibilmente”? Non è dato sapere. La scorsa settimana, Apple ha annunciato che stava acquistando 36.000 ettari di foresta – 3.600 in North Carolina e 32.400 in Maine – per la fornitura di carta per l’imballaggio.

 

La nuova relazione affronta anche un altro argomento spinoso: quello delle sostanze tossiche in elettronica, sottolineando gli sforzi di Apple per ridurre o eliminare questi materiali per il bene dell’ambiente e della salute umana. «L’obiettivo non è solo quello di rendere i nostri prodotti i migliori del mondo, ma i migliori prodotti per il mondo», è la frase ad effetto. Peccato che un’indagine della BBC del 2014 abbia mostrato le condizioni di lavoro di dipendenti poveri ed esausti nella fabbrica cinese che produce componenti per Apple. Precedenti relazioni di Apple sui suoi fornitori mostrano che il 30% non è conforme con gli standard di sicurezza della società e il 18 per cento non rispetta le norme sull’esposizione a sostanze chimiche pericolose.

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