• Articolo Londra, 12 aprile 2012
  • Ripercussioni fino a centinaia di chilometri di distanza

    Aria inquinata: a Londra non si respira

  • Durante il mese di marzo, i livelli di inquinamento dell’aria sulla capitale britannica hanno raggiunto valori mai registrati dal 2008

(Rinnovabili.it) – Durante il mese di marzo, l’inquinamento atmosferico di Londra ha raggiunto livelli elevatissimi. Complici le scarse piogge e la presenza di sistemi di alta pressione che hanno rallentato la circolazione dell’aria, nella capitale londinese si respira male e le ripercussioni di questa situazione si stanno riversando un po’ su tutto il Regno Unito. La nuvola di smog, infatti, si è formata nel Nord dell’isola Britannica, è scesa su Francia, Belgio e Paesi Bassi per poi risalire nuovamente fino al Regno Unito, dove a Londra, unendosi allo smog del traffico cittadino, ha portato i livelli di inquinamento a valori mai registrati dal 2008, anno in cui sono stati installati i nuovi rilevatori d’aria urbani.

In questo vortice di aria inquinata, le città più colpite, oltre a Londra, sono state Stoke, Preston, Blackpool, Wigan e Warrington, nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, e Leeds, Sheffield e Stockton, nel Nord-Est. La nube di smog, poi, è trasmigrata verso l’Irlanda del Nord e la Scozia. Si tratta di fenomeni che dimostrano quanto le città siano responsabili dell’inquinamento non solo localmente, ma anche fino a centinaia di chilometri di distanza. E la capitale britannica sa bene che ridurre i livelli di inquinamento dell’aria a livello locale significa diminuire anche gli impatti sul resto della regione.