• Articolo Washington D. C., 12 dicembre 2018
  • Artico, il 2018 è stato il secondo anno più caldo

  • Negli ultimi 5 anni le temperature dell’aria nell’Artico hanno superato tutti i record precedenti e il riscaldamento in quest’area del globo cresce a un tasso doppio rispetto al resto del pianeta

artico-noaa-report-2018

 

Nei prossimi decenni l’Artico potrebbe subire trilioni di dollari di danni provocati dai cambiamenti climatici

 

(Rinnovabili.it) – L’Artico ha registrato il suo secondo anno più caldo nel 2018 e c’è ragione di credere che questa tendenza al riscaldamento potrebbe sconvolgere drasticamente i modelli meteorologici terrestri. Quanto riferito dal National Oceanographic and Atmospheric Administration (NOAA) nel 2018 Arctic Report Card è soltanto l’ultimo di una serie di avvertimenti sui cambiamenti climatici da parte degli organismi governativi degli Stati Uniti, nonostante lo scetticismo del presidente Trump, che sta continuando a promuovere i combustibili fossili. Secondo quanto riferito dal NOAA, le temperature dell’aria nell’Artico negli ultimi cinque anni hanno superato tutti i record precedenti dal 1900, e il riscaldamento in quest’area del globo cresce a un tasso doppio rispetto al resto del pianeta, una tendenza che sembra alterare la forma e la forza della corrente d’aria che influenza il meteo nell’emisfero settentrionale e provocare eventi meteorologici anormali.

 

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Si tratta di una situazione che gli ambientalisti conoscono molto bene; del riscaldamento dell’Artico ne hanno parlato a lungo, soprattutto per le minacce verso alcune specie in pericolo, come gli orsi polari, e perché è un precursore degli impatti più ampi dei cambiamenti climatici sul resto del pianeta. Gli scienziati hanno avvertito che nei prossimi decenni la regione potrebbe subire trilioni di dollari di danni correlati all’inquinamento e provocati dai cambiamenti climatici. Ma lo scioglimento del ghiaccio artico ha in realtà suscitato l’interesse di nazioni come gli Stati Uniti, il Canada e la Russia, aprendo nuove rotte marittime e ampliando l’accesso a una regione ritenuta ricca di petrolio e minerali. Sia USA che Russia, infatti, hanno espresso interesse a potenziare le trivellazioni nell’Artico (la Russia ha anche potenziato la sua presenza militare nel Nord).

 

Il rapporto del NOAA arriva quasi in contemporanea al report sugli eventi estremi, scatenati, secondo lo studio, dai cambiamenti climatici indotti dalla mano dell’uomo. Nonostante le evidenze scientifiche, Trump continua a non crederci e a promuovere carbone e fonti fossili.

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