• Articolo Washington, 29 ottobre 2012
  • Obama riflette sulle conseguenze del cambiamento climatico

    Aspettando Sandy…

  • Mentre gli States stanno a guardare l’uragano che passa, Obama riflette sull’importanza di concentrare le politiche a favore della riduzione dell’impatto ambientale

(Rinnovabili.it) – Mentre la costa orientale degli Stati Uniti chiude i battenti in attesa dell’arrivo del momento clou dell’uragano Sandy, il presidente Barack Obama fa ritorno dalla Florida e riflette sul cambiamento climatico  sulla particolare intensità di questo fenomeno. Tornando a casa Obama ha quindi rotto il silenzio e argomentato le critiche rivolte a lui e al suo avversario Romney, accusati di non aver riservato al clima che cambia neanche il minimo spazio durante l’ultimo scontro elettorale specificando di notare un contrasto importante tra il proprio impegno nei confronti dell’ambiente e quanto i repubblicani pensano delle scienze climatiche.

 

“Questo è un problema critico,” ha detto. “E c’è un contrasto evidente in questa campagna tra me e il governatore Romney. Sono sorpreso che la tematica non sia venuta fuori in uno dei dibattiti. Il Governatore Romney dice di credere nel cambiamento climatico. Questo è differente da ciò che pensano molti dei membri del suo stesso partito, che la negano completamente. Ma non è sicuro che cause artificiali ne siano la ragione. Credo agli scienziati che dicono che stiamo emettendo troppo carbonio in atmosfera e che questo stia avendo gravi conseguenze sul riscaldamento del pianeta.”

 

Obama ha inoltre specificato che la sua amministrazione ha fatto progressi in materia di politica del cambiamento climatico attraverso l’adozione di nuovi standard di efficienza dei carburanti per auto e camion, e mediante il raddoppio della produzione di energia pulita. E ha anche fatto capire che, se rieletto, cercherà di ottenere ulteriori progressi in materia di efficienza energetica e di ricerca e sviluppo tecnologico green.

 

“Il passo successivo sarà quello di affrontare e far decollare l’efficienza negli edifici”, ha detto. “Se avessimo la stessa efficienza energetica del Giappone avremmo tagliato il nostro consumo di energia di circa il 20 per cento, e questo significa che potremmo evitare molto carbonio alla nostra atmosfera”.