• Articolo Canberra, 3 maggio 2012
  • I colloqui climatici riprenderanno il 14 maggio a Bonn

    Australia e Nuova Zelanda prendono tempo su Kyoto 2

  • Prima di firmare un secondo trattato che le impegni in maniera vincolante nella riduzione dei gas serra, le due nazioni vogliono avere dei chiarimenti dall’Onu

(Rinnovabili.it) – Durante i colloqui internazionali avevano dato un assenso informale. Ora le due nazioni dell’Australasia intendono riflettere ancora un po’ prima di dirsi pronte ad assumersi un impegno preciso nei confronti del Kyoto bis e quindi iscriversi ad un secondo turno di obiettivi vincolanti sul fronte climatico. I paesi intenzionati a far parte di un secondo trattato internazionale per la riduzione dei gas serra possono, dovevano notificare alle Nazioni Unite il proprio interesse questa settimana. L’UE e diverse altre nazioni hanno già indicato che fisseranno un obiettivo post-2012, giuridicamente vincolante, mentre Canada, Russia e Giappone, hanno rinnovato la loro ferma opposizione nei confronti di un uovo Protocollo Kyoto.

Australia e Nuova Zelanda, entrambi sul punto di lanciare i rispettivi mercati del carbonio, hanno però preso tempo:  i governi hanno fatto sapere che decideranno se continuare ad essere legalmente vincolati ad un target emissivo nazionale entro la fine dell’anno in corso. Nel dettaglio, Canberra ha dichiarato che prenderà una decisione solo dopo che le parti delle Nazioni Unite definiranno il tempo periodo che il trattato andrà a coprire e quanti crediti di carbonio potranno essere trasferito dal surplus della prima fase. “Nel valutare l’opportunità di partecipare a un secondo periodo di impegno e di presentare un nuovo obiettivo, l’Australia sta esaminando attentamente l’interazione tra le impostazioni politiche della legge nazionale e le nuove norme internazionali”, spiega un documento ufficiale. I negoziatori “climatici” delle Nazioni Unite si riuniranno il 14-25 Maggio a Bonn, in Germania, per riprendere i colloqui sulle questioni fondamentali, tra cui l’estensione e il rigore degli obiettivi di Kyoto 2 e la contabilità delle emissioni della silvicoltura.