• Articolo Roma, 16 novembre 2015
  • Nuovo rapporto di Greenpeace

    Una azienda italiana complice della deforestazione illegale

  • Non ha smesso di acquistare legname proveniente da deforestazione illegale nell’Amazzonia nemmeno dopo il blitz della polizia brasiliana

Una azienda italiana complice della deforestazione illegale 2

 

(Rinnovabili.it) – L’Italia continua a importare legname proveniente da deforestazione illegale. Lo denuncia un nuovo rapporto di Greenpeace Brasile, intitolato “Partners in Crime”, che elenca 26 aziende che hanno acquistato e rivenduto sul mercato europeo legname della compagnia “Madeireira Iller Ltda”, accusata di far parte di una rete criminale dedita a questo commercio e smantellata di recente dalla polizia federale brasiliana con l’operazione “Legno Pulito”.

Greenpeace nota che, «nonostante fossero già note numerose informazioni sull’inaffidabilità dei documenti che accompagnavano il legno distribuito da “Madeireira Iller Ltda”, ad importare in Italia questo legname sono state tre compagnie: l’italiana “Tropical Woods S.A.S., la portoghese “Global Gold Forest” e l’uruguaiana “Flyton Company S.A”».

Il diritto comunitario per prevenire queste derive impone alle aziende europee di esercitare la cosiddetta «dovuta diligenza», prevista dal Regolamento Europeo del Legno (EUTR). Con questa formula, si proibisce di utilizzare legname venduto da aziende sospette. Tuttavia, il vecchio continente fino ad oggi ha speso male i fondi per contrastare il fenomeno della deforestazione illegale, spesso mettendo in piedi programmi che non hanno funzionato.

 

Una azienda italiana complice della deforestazione illegale«Sappiamo ormai per certo che la documentazione ufficiale che accompagna il legno proveniente dall’Amazzonia è spesso inaffidabile, a causa della forte corruzione presente nel settore del legname brasiliano – spiega Martina Borghi, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia – «L’italiana “Tropical Wood SAS” e le compagnie che hanno acquistato da “Madeireira Iller Ltda” hanno ignorato prove note da tempo sui traffici illegali dei loro fornitori brasiliani e sono quindi complici della distruzione dell’Amazzonia».

Un anno fa Greenpeace aveva già denunciato la profonda corruzione presente nel  settore del legno amazzonico in Brasile mostrando la consuetudine a riciclare legno illegale tramite documentazione “ufficiale” ottenuta pagando mazzette ai controllori. L’organizzazione ambientalista chiede alle autorità europee di «far rispettare l’EUTR, controllando su tutte le società che negli ultimi 18 mesi hanno importato in Europa il legname di “Madeireira Iller Ltda”, e sanzionando quelle compagnie che non sono conformi ai requisiti previsti dallo stesso Regolamento».

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