• Articolo Venezia, 30 maggio 2016
  • Erano attesi dal 31 gennaio

    Bando periferie, adesso i 500 milioni sono ufficiali

  • Tra le indicazioni del bando il divieto di consumare nuovo suolo, la promozione del riuso e rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio già esistente e l’aumento della resilienza urbana

Bando periferie, adesso i 500 milioni sono ufficiali

 

(Rinnovabili.it) –«In queste ore abbiamo firmato il decreto che prevede il bando da 500 milioni di euro destinati alle periferie». Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Matteo Renzi inaugurando la Biennale di Venezia insieme al curatore Alejandro Aravena. Il piano del bando periferie ha tra i suoi punti cardine la riqualificazione delle aree degradate, ma anche obiettivi che toccano i temi della cultura, del sociale e della sicurezza.

Il bando era atteso fin dallo scorso gennaio ed è rivolto alle città metropolitane e ai capoluoghi di provincia. In questi mesi sono state apportate modifiche rilevanti, ad esempio è stata accolta la proposta dell’Anci di estendere la gara anche ai progetti preliminari e agli studi di fattibilità, con l’obbligo per i Comuni di consegnare il progetto definitivo entro due mesi dalla stipula della convenzione.

 

Parametri e caratteristiche di gara disegnano un intervento di ampio respiro, che tenta di affrontare complessivamente la questione “degrado”. Va comunque segnalato che il decreto contiene alcuni aspetti rilevanti dal punto di vista ambientale.

A pochi giorni dall’approvazione di un contestato provvedimento sul consumo di suolo, che a parere di molti sortirà effetti opposti a quelli annunciati perché non bloccherebbe la cementificazione, il bando periferie indica che gli interventi finanziati non dovranno consumare nuovo suolo e spinge sul versante della manutenzione, del riuso e della rifunzionalizzazione di strutture edilizie già esistenti.

 

Altro punto da sottolineare è il miglioramento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana. Un ombrello sotto al quale posso finire molte tipologie di intervento differenti, ma che potrebbe comprendere anche, per fare un esempio, azioni volte al contrasto e alla mitigazione del dissesto idrogeologico.

Infine, nel capitolo dedicato agli adeguamenti infrastrutturali (specificamente rivolti a servizi sociali e culturali) è presente anche la promozione della mobilità sostenibile.

Ciascun singolo progetto potrà vedersi corrispondere fino a un massimo di 18 mln di euro di finanziamento. La finestra per la partecipazione al bando è di 90 giorni.

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