• Articolo Bełchatów, 27 settembre 2019
  • Bełchatów, la centrale a carbone citata in giudizio

  • Un monito contro le grandi “centrali sporche”: ClientEarth lancia un’azione legale per ottenere un maggior impegno della Polonia sul fronte delle zero emissioni entro il 2035

Bełchatów centrale carbone

Credit: b3tarev3

Il gruppo britannico ClientEarth domanda la chiusura di Bełchatów

(Rinnovabili.it) – Gli attivisti di ClientEarth, gruppo ambientalista britannico, giovedì 26 settembre hanno dato avvio ad un’azione legale contro la centrale a carbone di Bełchatów, Polonia, la più inquinante delle centrali elettriche dell’Unione Europea, prima per potenza nel vecchio Continente e quarta a livello mondiale.

 

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Ad essere citata in giudizio è stata la PGE GiEK, filiale della Polska Grupa Energetyczna, azienda statale polacca per l’energia. Come avvenne già nel 2012, quando ClientEarth presentò alla Corte Suprema Europea un appello contro due sentenze dei tribunali britannici che avrebbero dovuto obbligare il governo del Regno Unito a rispettare i piani sulla qualità dell’aria, anche in questa occasione il gruppo ambientalista ritiene che attraverso l’azione legale sia possibile ottenere da parte della PGE delle misure operative finalizzate ad eliminare le emissioni di anidride carbonica in Polonia entro il 2035 e la chiusura della centrale elettrica di Bełchatów.

 

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Secondo quanto dichiarato da ClientEarth, durante il suo ciclo di vita Bełchatów ha emesso nell’atmosfera circa un miliardo di tonnellate di CO2, equivalenti al totale dell’emissioni della Nuova Zelanda. Come affermato da Marcin Stoczkiewicz, a capo della sezione Europa Centrale e dell’Est di ClientEarth, lo scopo dell’azione legale è lanciare un monito alle grandi “centrali sporche”, affinché riconoscano le loro responsabilità nell’ambito della crisi ambientale a cui l’interno pianeta sta facendo fronte.

 

A questo proposito, infatti, la Polonia spicca nel panorama europeo per il più alto tasso di produzione di carbone, da cui dipende circa l’80% del fabbisogno nazionale energetico. Per tale ragione, non è la prima volta che ClientEarth porta avanti azioni legali in territorio polacco, dimostrando come l’attivismo per il clima stia sempre più crescendo e cambiando anche in Est Europa.

 

In occasione del vertice Onu sul clima, il presidente polacco Andrzej Duda ha esposto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite i piani climatici della Polonia, prevedendo in particolar modo la riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel trasporto pubblico. Tuttavia, pur dichiarando la necessità di una transizione energetica che risponda ai principi della giustizia climatica, le azioni della Polonia sembrano mettere a rischio gli sforzi dell’Unione Europa. Infatti, in occasione dell’inaugurazione della miniera di carbone di Jastrzębie-Zdrój (al confine con la Repubblica Cieca) avvenuta questa settimana, il ministro per l’energia Krzysztof Tchórzewski ha annunciato l’arrivo di una nuova legislazione per facilitare l’apertura di nuove miniere di carbone eludendo il permesso delle autorità locali. Nello specifico, il riferimento del ministro riguardava una nuova miniera a cielo aperto nella città di Złoczew, non lontano dalla grande “centrale sporca” di Bełchatów.

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