• Articolo Strasburgo, 24 ottobre 2019
  • Bilancio UE: il Parlamento aumenta la spesa sul clima

  • La spesa per gli obiettivi climatici aumenta di oltre 2 miliardi, portando il bilancio da 168,8 a 171 miliardi. Ma i ministri delle Finanze degli Stati membri non sono d’accordo, ritenendo il bilancio del Parlamento irrealistico e imprudente

Bilancio UE

Credits: stcrolard da Pixabay

Il Parlamento europeo modifica la proposta di bilancio UE della Commissione. Ma è scontro con il Consiglio.

 

(Rinnovabili.it) – Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo bilancio UE per l’anno 2020, l’ultimo del Quadro Finanziario Pruriennale (QFP) 2014-2020, vale a dire il bilancio a lungo termine con il quale l’Unione fissa le spese per le priorità politiche in agenda.

 

Ratificato ieri con un’ampia maggioranza (529 voti a favore, 130 contrari e 43 astenuti), il bilancio Ue del 2020 rappresenta l’ultima opportunità per realizzare gli impegni relativi al QFP che si sta concludendo, anche per quanto riguarda gli obiettivi della lotta ai cambiamenti climatici. Anche per questa ragione, il Parlamento ha modificato la proposta presentata dalla Commissione Europea aggiungendo nel bilancio UE una spesa di oltre 2 miliardi di euro per la tutela del clima, portando gli impegni finanziari dai 168,8 miliardi fissati dal Consiglio a 171 miliardi.

 

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Tuttavia, proprio questa scelta ha reso ancora più evidente lo scontro tra il Parlamento e il Consiglio UE e, nello specifico, i ministri delle Finanze degli Stati membri che compongono il Consiglio. Scontro in cui la Commissione cercava di assumere il ruolo di mediatore attraverso la sua proposta di bilancio.

 

Come ha dichiarato all’Ansa Kimmo Tiilikainen, sottosegretario di Stato presso il ministero delle Finanze finlandese e capo negoziatore dei Ventisette per il bilancio Ue, il budget per il 2020 proposto dal Strasburgo non sembra tenere in conto “adeguati livelli di finanziamento per i differenti programmi e settori, sulla base di un approccio prudente e realistico e nel miglior interesse dei contribuenti europei”.

 

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Per questa ragione, il Consiglio ha informato il Parlamento europeo di non poter accettare tutti gli emendamenti per il bilancio Ue. Ciò manifesta non solo lo scontro istituzionale, ma avvia un vero e proprio processo di conciliazione che durerà tre settimane a partire dal 29 ottobre. I legislatori dunque, avranno tempo fino al 18 novembre per trovare un compromesso e, se da questo processo non verrà fuori una posizione comune, la Commissione Ue dovrà presentare in fretta una nuova proposta per avere un bilancio entro fine anno.

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