• Articolo Tucson, 2 marzo 2017
  • Biodiversità, il 20% delle varietà di api americane va verso l’estinzione

  • Più di 700 delle 4mila specie di api native del Nord America e delle Hawaii stanno andando incontro all’estinzione a causa dell’aumento dell’uso di pesticidi, dei cambiamenti climatici e dell’urbanizzazione

Biodiversità, il 20% delle varietà di api americane va verso l’estinzione

Un esemplare di Epeoloides pilosulus

 

(Rinnovabili.it) – Più di 700 delle 4mila specie di api native del Nord America e delle Hawaii stanno andando incontro all’estinzione a causa dell’aumento dell’uso di pesticidi che danneggiano irrimediabilmente i loro habitat. Lo afferma uno studio condotto dal Center for Biological Diversity dal titolo “Impollinatori in pericolo”. Secondo il rapporto, sulle 1.437 specie per le quali sono disponibili dati a sufficienza, circa 750 hanno senza dubbio un declino nella loro popolazione. E quasi 350 di queste specie, che giocano un ruolo fondamentale per l’impollinazione delle piante e di conseguenza sono essenziali per la conservazione della biodiversità, sono già oggi a rischio estinzione.

“E’ una crisi silenziosa ma sconvolgente quella che sta accadendo proprio davanti ai nostri occhi, che getta una luce sul costo in accettabilmente alto della nostra sconsiderata dipendenza dai pesticidi e dal proliferare della monocoltura in agricoltura”, commenta l’autore del rapporto Kelsey Kopec. Lo studio si concentra sulle specie native, spesso tralasciate dalla letteratura scientifica e quindi anche dai decisori politici, mentre per le varietà di api originarie dell’Europa – diffuse anche nelle Americhe – i dati sul pericolo di estinzione non mancano.

 

Le cause di questo declino vanno rintracciate, spiegano dal Center for Biological Diversity, nel degradamento progressivo e infine nella perdita di habitat per questi insetti. Dietro a questo fenomeno si celano le cause più profonde, direttamente collegate all’azione dell’uomo: l’uso dei pesticidi, i cambiamenti climatici e l’urbanizzazione crescente. Ma la risposta delle autorità è più che carente. A metà gennaio, con uno degli ultimi atti dell’amministrazione Obama, il bombo è stato inserito tra le specie a rischio estinzione: la sua popolazione è diminuita dell’87% dalla metà degli anni ’90. È il primo caso negli Stati Uniti in cui ad un impollinatore viene accordato un simile livello di protezione. Protezione che, però, è ancora pendente: manca il via libera definitivo della nuova amministrazione Trump. Secondo un calcolo del Centro, il valore economico dell’impollinazione garantita da queste specie si aggira sui 3 miliardi di dollari l’anno. Nel complesso, circa il 90% delle piante selvatiche dipende dall’impollinazione per riprodursi.

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