• Articolo Bruxelles, 28 febbraio 2013
  • Il 70% del territorio europeo è mal collegato ai boschi

    Biodiversità, la “frammentazione forestale” la sta ostacolando

  • Nonostante un incremento medio annuo del 0,4% della superficie forestale in Europa, le nuove aree verdi non sempre migliorano la connessione fra le aree piantumate

(Rinnovabili.it) – Nonostante il ricco patrimonio verde, il 70% del territorio dell’Unione Europea risulta oggi scarsamente collegato alle foreste. La causa è la “frammentazione forestale”, processo di rottura della superficie boschiva in macchie individuali determinato dalle attività umane. La realizzazione di nuove infrastrutture stradali, l’agricoltura e gli insediamenti urbani così come i sempre più frequenti incendi stanno interrompendo il tessuto forestale del Vecchio Continente, secondo quanto rivelato da Joint Research Center (JRC) della Commissione europea.

 

L’istituto in una recente pubblicazione ha illustrato l’andamento del paesaggio boschivo e il progressivo processo di frammentazione. Nonostante un incremento medio annuo dell’0,4% della superficie forestale in Europa, le nuove aree verdi non sempre migliorano la connessione fra le aree piantumate. Inoltre, il 40% delle foreste europee si trovano a una distanza di 100 metri dalla terre destinate prevalentemente ad un utilizzo intensivo. Tutti questi processi aumentano la possibilità di esporre i polmoni verdi europei a specie invasive, parassiti e malattie, producendo di conseguenza un impatto negativo sulla capacità delle foreste di fornire servizi ecosistemici come l’habitat, l’impollinazione e la regolazione del clima (l’espansione del distribuzione geografica delle specie durante i cambiamenti climatici.

 

In quanto tale, la mitigazione della frammentazione degli ecosistemi è uno degli obiettivi chiave della strategia europea sulla biodiversità del 2020 e la relazione del JRC dimostra la fattibilità di valutare e comunicare i modelli forestali in Europa in modo armonizzato utilizzando una serie di indici riproducibili. Questi indici, messi a punto dall’Istituto, forniscono una serie di strumenti per misurare i progressi compiuti nell’attenuare la frammentazione e potrebbero essere anche applicati ad altri ecosistemi.