• Articolo Bruxelles, 12 ottobre 2018
  • Bioeconomia: 1 milione di nuovi posti di lavoro “verdi” entro il 2030

  • Bruxelles aggiorna la sua strategia. Obiettivo: accelerare e ottimizzare in chiave circolare l’utilizzo di risorse biologiche rinnovabili per ottenere prodotti utili

bioeconomia

© European Union , 2018 / Photo: Mauro Bottaro

 

Nuovo pacchetto di misure per rafforzare la bioeconomia europea

(Rinnovabili.it) – Sono passati più di sei anni da quando l’esecutivo UE pubblicò la strategia europea per la bioeconomia, piano d’azione per affrontare con un approccio condiviso le sfide ecologiche, ambientali, energetiche, di approvvigionamento alimentare e delle risorse naturali. In tutto questo tempo l’UE ha aggiornato le proprie priorità politiche, rinnovando gli obiettivi industriali, stabilendo nuove misure di economia circolare e lanciando il celebre pacchetto Energia pulita per tutti. Ognuno di questi elementi influisce in maniera sostanziale nei molteplici settori e sistemi su cui si basa la bioeconomia. Ecco perché oggi, Bruxelles riprende in mano la sua strategia per interiorizzare queste novità e accelerarne i progressi.

 

L’obiettivo è migliorare e incrementare l’uso sostenibile di risorse rinnovabili, sbloccando i mercati europei ma al tempo stesso comprendendo e definendo i limiti ecologici. “È ormai evidente che c’è bisogno di un cambiamento sistemico nel modo in cui produciamo, consumiamo e ci disfiamo dei beni”, ha dichiarato Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la Crescita, gli Investimenti e la Competitività. “Ripensare la nostra economia e modernizzare i modelli di produzione non solo gioverà all’ambiente e al clima, ma ha anche un grande potenziale in termini di creazione di posti di lavoro verdi, soprattutto nelle zone rurali e costiere”.

 

I VANTAGGI DELLA BIOECONOMIA – Oggi sotto l’etichetta bioeconomy rientrano tutte quelle parti dell’economia che utilizzano risorse biologiche rinnovabili da terra e mare per produrre cibo, materiali ed energia: dalla conversione delle alghe in carburante alla realizzazione di mobili e abbigliamento a partire dagli scarti, dal riciclo dei rifiuti in plastica alla produzione di fertilizzanti dai sottoprodotti organici industriali: è lunga la lista di settori e sistemi toccati dalla bioeconomia, al punto da stimare ben un milione di nuovi posti di lavoro “verdi” al 2030, mettendone a frutto tutte le potenzialità.

 

Per non mancare il bersaglio, la Commissione Europea nel 2019 avvierà nuove misure da accompagnare ai quei 10 miliardi di euro di finanziamenti stanziati per il comparto. Si va da una piattaforma d’investimento tematica che permetta di avvicinare le bioinnovazioni al mercato, alla creazione di un piano che agevoli lo sviluppo di bioraffinerie sostenibili in tutta Europa. Bruxelles definirà inoltre un programma strategico per l’introduzione di sistemi alimentari e agricoli, silvicoltura e bioprodotti sostenibili, istituendo un meccanismo di sostegno comunitario alle politiche in materia di bioeconomia affinché gli Stati membri possano, nell’ambito di Orizzonte 2020, dotarsi di programmi nazionali e regionali in questo settore.

 

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“L’UE si prefigge di diventare un esempio da seguire nel trasformare i rifiuti, i residui e gli scarti in prodotti ad alto valore aggiunto, sostanze chimiche ecologiche, mangimi e prodotti tessili”, ha aggiunto Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione. “La ricerca e l’innovazione sono fondamentali per accelerare la transizione verde dell’economia europea e conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”.

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