• Articolo Bonn , 14 maggio 2012
  • Due settimane di incontri e consultazioni

    Bonn: al via gli incontri per la Piattaforma Durban

  • Per concretizzare quanto ipotizzato a Durban i diplomatici riuniti nella città tedesca passeranno in rassegna gli obiettivi ambientali facendo il punto della situazione

(Rinnovabili.it)  – I colloqui di Bonn si stanno concentrando sulla creazione di una “Piattaforma Durban”. I diplomatici di tutto il mondo sono attualmente riuniti nella città tedesca nel tentativo di stimolare la riapertura dei dibattiti e dei negoziati sul cambiamento climatico dopo i risultati ottenuti lo scorso anno durante i colloqui sudafricani. I due incontri, della durata di una settimana ciascuno, rappresentano il primo meeting formale all’interno delle negoziazioni per la  “Durban Platform for Enhanced Action”, un accordo voluto dalle Nazioni Unite e ritenuto come la nuova fase degli sforzi globali per combattere il cambiamento climatico.

La piattaforma Durban impegna infatti tutti i paesi, che lavorano alla redazione di un nuovo trattato giuridicamente vincolante o per ottenere un risultato con valore legale in grado di portare a cambiamenti radicali e al taglio netto delle emissioni inquinanti in modo da limitarne l’impatto sull’aumento della temperatura globale. Secondo i termini dell’accordo, il nuovo documento dovrebbe essere completato entro il 2015 e promulgato entro il 2020. Allo stesso tempo, il controverso protocollo di Kyoto sarà esteso ad un certo numero di paesi firmatari a fronte della dimostrazione di aver tagliato le emissioni secondo disposizioni entro la fine di quest’anno, mentre i paesi che non firmeranno dovranno accettare volontariamente i piani di gestione delle emissioni che hanno sottoscritto in occasione del vertice di Cancun del 2010. L’accordo mediato a Durban comprendeva anche una serie di accordi più ampi, compresi gli impegni per istituire un nuovo Comitato di Adattamento, accelerare i piani per fornire 100 miliardi di dollari l’anno di finanziamento relativi al cambiamento climatico nei paesi in via di sviluppo entro il 2020, espandere i sistemi di scambio delle emissioni come il Clean Development Mechanism, e garantire la riduzione delle emissioni prodotte dai trasporti aerei e marittimi.