• Articolo Pechino, 22 maggio 2013
  • Da un’iniziativa del Consiglio nazionale per lo Sviluppo e le Riforme

    La Cina propone un tetto alle emissioni di CO2 entro il 2016

  • Il governo di Pechino potrebbe dare una svolta significativa alla lotta ai cambiamenti climatici: introducendo un limite alle proprie emissioni sarebbe in grado di favorire l’adozione di un accordo mondiale durante la Conferenza di Parigi nel 2015

La Cina propone un tetto alle emissioni di CO2 entro il 2016(Rinnovabili.it) – Se un Paese decide di introdurre un tetto alle emissioni di gas serra compie un passo importante nella lotta al riscaldamento globale, ma se il Paese in questione è il numero uno dei produttori mondiali di anidride carbonica allora la prospettiva cambia totalmente.

Con le sue 8,9 miliardi di tonnellate emesse nel 2011, la Cina ha prodotto il 28 per cento delle emissioni totali di CO2. Dati così eclatanti hanno convinto il governo di Pechino a mutare in maniera drastica l’approccio ai cambiamenti climatici.

È di oggi la notizia che il Consiglio nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC) ha inviato al Consiglio di Stato cinese una proposta che prevede l’introduzione di limiti alle emissioni di gas serra entro il 2016, qualcosa che gli Stati Uniti non hanno mai realizzato.

La battaglia contro il riscaldamento globale potrebbe ricevere, in questo modo, una spinta senza precedenti. La decisione della Cina, infatti, potrebbe facilmente provocare un vero e proprio effetto domino: i Paesi di tutto il mondo sarebbero incentivati ad accettare con maggiore probabilità tagli rigorosi alle emissioni di carbonio.

 

L’annuncio di Pechino accende le speranze che venga raggiunto un accordo globale sui cambiamenti climatici durante la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite, che si terrà a Parigi nel 2015; il cambio di rotta della Cina, infatti, potrebbe essere in grado di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati creatasi con gli Stati Uniti, numero due dei produttori mondali di CO2.

Il Consiglio di Stato deve ora accettare la proposta del Consiglio nazionale per lo sviluppo, ma per i più si tratta solo di una formalità, trattandosi di un organo dotato di una grande influenza politica, che sta collaborando con un governo che appare sempre più impegnato nelle questioni ambientali.