• Articolo Arlington, 9 aprile 2013
  • Un documento stilato da Conservation International

    I cambiamenti climatici minacciano la produzione del vino

  • I cambiamenti climatici insieme all’innalzamento della temperatura globale e alla siccità stanno minacciando la produzione vitivinicola

(Rinnovabili.it) – Un nuovo studio torna a ribadire quello che le aziende vitivinicole stanno constatando ormai da anni: i cambiamenti climatici danneggiano la produzione di vino. Il riscaldamento globale infatti rende sempre più difficile la raccolta dell’uva, la cui produzione necessita di essere spostata per trovare climi più favorevoli.

I ricercatori hanno previsto un calo di un terzo della produzione nelle regioni vinicole più importanti del mondo come Bordeaux e la regione del Rodano in Francia passando per la Toscana e la Napa Valley della California e in Cile, diminuzione che dovrebbe verificarsi entro il 2050. Ma il cambiamento non solo renderà meno adatte alla coltivazione della vite zone altamente produttive: la speranza infatti è che aree geografiche adesso ostili alla crescita delle viti diventino invece ospitali e produttive lasciando quasi invariata la produzione di vino. Questo potrebbe significare che ci saranno nuove bottiglie provenienti dal Nord europa, dal nord-ovest degli Stati Uniti e dalle colline della Cina centrale. “Il fatto è che il cambiamento climatico porterà ad un enorme sconvolgimento nella distribuzione geografica della produzione del vino”, ha detto Lee Hannah, uno scienziato senior presso Conservation International e autore dello studio pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences. “Sarà sempre più difficile far crescere le varietà che sono attualmente tipiche di determinate aree dell’Europa. Ciò non significa necessariamente che le varietà non potranno essere coltivate lì, ma richiederanno maggiore irrigazione e accortezze speciali per farlo funzionare, il che renderà la coltivazione delle uve sempre più costosa.”

Un ambiente più secco potrebbe modificare sostanzialmente la qualità delle uve costringendo i coltivatori a dover prendere delle soluzioni che favoriscano l’ombreggiatura.

Dall’elaborazione di 17 diversi scenari futuri fino al 2050 ad essere maggiormente colpita dalle conseguenze del cambiamento climatico la produzione europea ma altrettanto preoccupante è la condizione dei vigneti dell’Australia e della California.

“Il vino sta per spostarsi, come in futuro sarà per la fauna selvatica”, ha detto Rebecca Shaw, uno scienziato per il Fondo di difesa ambientale e coautore del documento.