• Articolo New York, 6 novembre 2019
  • Cambiamenti climatici: Wall Street valuta il rischio per le aziende

  • Oltre 70 aziende americane si stanno interrogando sull’impatto del climate change rispetto alle loro attività. Tuttavia, la valutazione della resilienza climatica non renderà necessariamente l’economia e la finanza più sensibile ai temi ambientali, e potrebbe avere conseguenze negative in termini sociali.

La nuova metrica della resilienza climatica valuterà gli impatti dei cambiamenti climatici sull’economia statunitense

 

(Rinnovabili.it) – Valutando le conseguenze (e soprattutto la frequenza) degli incendi che negli ultimi due anni hanno devastato la California, Wall Street ha deciso di inserire fra gli strumenti di valutazione dei rischi delle aziende una nuova voce, quella della resilienza climatica. Questa metrica nasce dalla consapevolezza dei nuovi rischi a cui vanno incontro investitori e società a causa delle molteplici ricadute dei cambiamenti climatici, che vanno dalle onde di calore all’innalzamento del livello del mare, e che hanno inevitabilmente degli effetti sui ricavi e sul profitto dei diversi settori economici degli Stati Uniti.

 

Attualmente, oltre 70 aziende americane si stanno interrogando sull’impatto del climate change rispetto alle loro attività, un impatto che – secondo un’analisi di Reuters – nel primo trimestre del 2019 si è duplicato rispetto all’anno scorso o rispetto a qualunque altro anno di attività dal 2014. E ciò vale soprattutto per quelle aziende che operano in California, in Florida o in Louisiana, esposte ad un maggiore rischio a causa di condizioni metereologiche più estreme.

 

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Sebbene, generalmente, i fund manager non contemplino le caratteristiche ambientali nelle loro analisi delle società, ci sono voluti i disastri ambientali degli ultimi anni per iniziare a ragionare in un’ottica tridimensionale e non esclusivamente binaria, esaminando le posizioni fisiche che potrebbero esporre le aziende al rischio dei cambiamenti climatici. “Senza aspettarsi che una società cambi in modo significativo la sua strategia, abbiamo sempre più conversazioni con i consigli di amministrazione delle società riguardanti i loro piani di resilienza climatica”, ha affermato Arthur Hurley, senior manager del Columbia Real Estate Fund.

 

Un esempio è quello di Hurley, azienda di pianificazione finanziaria e gestione degli investimenti con sede a New York. Nella valutazione positiva di una delle società presenti nel suo portafoglio, la Equity Lifestyle Properties Inc (società di investimento immobiliare), la Hurley sta considerando l’innalzamento del livello del mare rispetto all’acquisto di stabilimenti portuali. A fronte di questo fenomeno, infatti, la Equity Lifestyle è una delle poche società che ha dimostrato una particolare attenzione nel ragionare su elementi di progettazione e di costruzione in grado di affrontare, nel corso del tempo, le criticità dovute proprio all’aumento del livello del mare causato dallo scioglimento dei ghiacciai e dai cambiamenti climatici.

 

Di contro, facendo un esempio in negativo, gli incendi che sono scoppiati il ​​23 ottobre in California potrebbero minare un nuovo piano da 14 miliardi di dollari della Pacific Gas & Electric Co, la più grande utility dello stato. Allo stesso tempo, ci sono stati ben 10 eventi meteorologici e di natura climatica che hanno causato danni per oltre 1 miliardo di dollari dall’inizio dell’anno, quasi il doppio della media di 6,3 eventi disastrosi che si sono verificati ogni anno dal 1980 al 2018.

 

La valutazione della resilienza climatica, però, non è detto che renda l’economia e la finanza più consapevoli e sensibili ai temi ambientali, e potrebbe anche avere conseguenze negative in termini sociali. Ad esempio, la compagnia assicurativa Hiscox Ltd ha smesso di assicurare contro gli incendi i cittadini che vivono in aree ad alto rischio come la California e, complessivamente, il 10% delle compagnie assicurative ha rifiutato di rinnovare le polizze nelle stesse zone. Dato il sistema sanitario americano, si pensi alle molteplici ricadute che una simile logica potrebbe avere sul diritto alla salute di milioni di cittadini.

 

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Nel frattempo, nell’ottica del “tutto fa brodo” (e denaro), la start-up Jupiter Inc ha annunciato di aver completato un round di finanziamento da 23 milioni di dollari per espandere i suoi servizi di analisi per fornire ad aziende e investitori modelli meteorologici sui cambiamenti climatici a breve e lungo termine per località specifiche.

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