• Articolo Londra, 15 novembre 2019
  • Infezioni, asma e malnutrizione: gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute

  • Il report annuale Lancet Countdown traccia uno scenario tutt’altro che rassicurante sulla situazione sanitaria mondiale. Ad essere colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute non saranno solo i paesi più poveri, ma anche USA e Europa.

Cambiamenti climatici

Credits: Free-Photos da Pixabay

I cambiamenti climatici colpiscono soprattutto la salute dei bambini, con effetti permanenti sul loro sistema immunitario

 

(Rinnovabili.it) – Il Lancet Countdown è un report annuale dedicato al monitoraggio dell’evoluzione della situazione sanitaria mondiale in relazione ai cambiamenti climatici. Il Countdown, che tradotto dall’inglese significa “conto alla rovescia”, ha l’obiettivo di tenere traccia degli effetti del riscaldamento globale sulla salute delle persone e, soprattutto, dei bambini, per comprendere quanto il loro benessere possa essere modificato (e messo a rischio) permanentemente. Lo scenario tracciato dal rapporto non è affatto dei più rassicuranti.

 

Quest’anno, gli autori hanno scoperto che, mettendo a paragone i dati del 2018 con quelli del 2000, sono state esposte alle ondate di calore 220 milioni di persone in più con un’età al di sopra dei 65 anni. L’Europa, secondo il rapporto, è una zona particolarmente a rischio, a causa dell’elevato numero di anziani che vivono in grandi città calde: le persone anziane, infatti, sono particolarmente soggette alle ondate di calore poiché meno in grado di regolare la loro temperatura e l’equilibrio dei fluidi. Ad essere ancor più vulnerabili, però, sono i bambini. Infatti, secondo il Lancet Countdown, l’aumento della temperatura terrestre sta comportando un incremento dell’azione dei batteri che potrebbero causare gravi danni ai loro corpi, a maggior ragione nelle zone più povere del pianeta dove, a causa della riduzione della capacità di molte colture di cereali di fornire rese complete, potrebbero aumentare i casi di malnutrizioni.

 

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Lo studio di Lancet è stato prodotto da 120 esperti di 35 istituzioni, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Banca Mondiale e le università Yale e Tsinghua. Tenendo traccia di 41 indicatori dipendenti dagli effetti dei cambiamenti climatici, tra cui la diffusione di malattie infettive, è stato ad esempio riscontrato che la diffusione della febbre dengue (una malattia infettiva tropicale trasmessa da alcune varietà di zanzare, che prende anche il nome di “breakbone fever”, febbre spezza ossa) è aumentata esponenzialmente, raggiungendo del 2017 il secondo livello più alto di trasmissione registrato dal 1950. Ciò è dovuto proprio al riscaldamento globale, che ha stimolato la capacità riproduttiva di alcuni tipi di insetti.

 

Il Lancet Countdown ha anche scoperto che il 2018 è stato in assoluto il secondo anno di maggiore diffusione dei batteri del colera, così come nel Regno Unito si sono registrati in ottobre i primi casi di encefaliti da zecche. Inoltre, per la prima volta è stata esaminata l’esposizione delle persone agli incendi, secondo il rapporto sempre più crescente a livello globale proprio a causa dei cambiamenti climatici. Le temperature più alte registrate nell’Europa occidentale e gli incendi in Siberia e in California hanno provocato asma, infezioni respiratorie e colpi di calore.

 

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Stella Hartinger, dell’Università Cayetano Heredia, in Perù, e autrice di Lancet Countdown, ha dichiarato al Guardian che “il percorso che il mondo sceglie oggi segnerà irreversibilmente il futuro dei nostri figli. Dobbiamo ascoltare i milioni di giovani che hanno guidato l’ondata di scioperi scolastici per un’azione urgente”. Nick Watts, direttore esecutivo del Lancet Countdown, ha infine affermato: “I corpi e i sistemi immunitari dei bambini si stanno ancora sviluppando, rendendoli più sensibili alle malattie e agli inquinanti ambientali. Il danno fatto nella prima infanzia dura una vita. Senza un’azione immediata da parte di tutti i paesi, i cambiamenti climatici arriveranno a definire la salute di un’intera generazione”.

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