• Articolo Milano, 17 maggio 2013
  • Un Laboratorio dell'Università Bicocca

    Cambiamento climatico: la Bicocca l’analizza sotto zero

  • Nel nuovo laboratorio della Bicocca si potranno studiare i cambiamenti climatici grazie alla possibilità di analizzare carote di ghiaccio provenienti da spedizioni scientifiche internazionali

(Rinnovabili.it) – Trasformando un laboratorio in una parte di Polo per studiare le caratteristiche del cambiamento climatico. Può sembrare una situazione assurda ma gli studiosi della Bicocca di Milano dando vita a EuroCold (Cold Laboratory Facilities) sono riusciti ad attrezzare una sala raggiungendo i 50 gradi centigradi sotto lo zero così da riuscire a conservare inalterate le caratteristiche delle carote di ghiaccio che giungono dalle spedizioni scientifiche internazionali.

“L’ambiente, la sostenibilità e i cambiamenti climatici – ha dichiarato il rettore Marcello Fontanesi – sono alcune tra le più importanti linee di ricerca del nostro Ateneo. Da tempo stiamo facendo un notevole sforzo per sostenere e valorizzare queste attività. La realizzazione di EuroCold ci fa fare un deciso passo avanti, anche a livello internazionale,  posizionando l’Università di Milano-Bicocca come un centro all’avanguardia nello studio del climate change”.

Per realizzare EuroCold, localizzato nel Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra, sono serviti 3 anni e oltre un milione di euro ma adesso gli esperti hanno la possibilità di conservare e al bisogno analizzare 3000 metri di carote di ghiaccio con un diametro di 8-10 centimetri.

Nel ghiaccio – ha spiegato Valter Maggi, professore associato di Climatologia dell’Ateneo milanese e responsabile italiano del progetto EPICA (European project for ice coring in Antarctica) – c’è la storia del clima della nostra Terra. Il nuovo laboratorio EuroCold  è una importante infrastruttura di ricerca, essenziale per proseguire il lavoro di studio e conoscenza del clima e dei suoi comportamenti passati e futuri e dei meccanismi che regolano il cambiamento climatico, specialmente ora che abbiamo superato i 400 ppm di CO2 in atmosfera”.