• Articolo Roma, 11 giugno 2013
  • Un documento della International Energy Agency

    Il Pianeta va climaticamente contromano

  • Continuando così il pianeta subirà un aumento della temperatura compreso tra 3,6 ° C e 5,3 ° C. La IEA ipotizza diversi scenari al 2020 e invita i governi a mettere al centro delle politiche la decarbonizzazione

Climate Change Effects(Rinnovabili.it) – Il pianeta non sta andando nella giusta direzione e l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura a 2 gradi centigradi sembra sfumare. L’avvertimento arriva dalla IEA, l’International Energy Agency che pubblicando un nuovo documento ha voluto sollecitare i governi ad adottare e mettere in pratica nuove politiche per rispettare gli obiettivi climatici senza danneggiare il clima e la crescita economica.

 

“Il cambiamento climatico è francamente scivolato al secondo piano di priorità politiche. Ma il problema non sta scomparendo – al contrario” ha dichiarato a Londra il direttore esecutivo dell’AIE Maria van der Hoeven in occasione del lancio del World Energy Outlook, Redrawing the Energy-Climate Map, che mette in luce la necessità di un’azione intensiva prima del 2020. Ricordando che il settore energetico è al momento il responsabile dei tre quarti delle emissioni inquinanti mondiali, il Direttore Esecutivo ha aggiunto “Questo rapporto dimostra che la strada che stiamo percorrendo attualmente è probabile provochi un aumento di temperatura compreso tra 3,6 ° C e 5,3 ° C ma ipotizza anche che molto di più si potrebbe fare per contrastare le emissioni del settore energetico senza compromettere la crescita economica, una preoccupazione importante per molti governi”.

 

Le nuove stime relative alle emissioni derivanti dal settore energia globale rivelano un aumento dell’1,4% raggiungendo un livello record di 31,6 gigatonnellate (Gt) con evidenti differenze tra regione e regione. Negli Stati Uniti ad esempio il passaggio dal carbone al gas per la produzione di energia elettrica nel 2012 ha contribuito a ridurre di 200 milioni di tonnellate (Mt) riportandole ai livelli del 1990. Al contrario nel 2012 in Cina le emissioni sono cresciute notevolmente ma grazie alla diffusione degli impianti alimentati con fonti energetiche rinnovabili, l’aumento è stato comunque uno dei più bassi del decennio. Il rilascio di inquinanti è diminuito anche in Europa, con livello inferiori di 50 Mt. “Abbiamo identificato una serie di misure che potrebbero fermare la crescita delle emissioni legate alla produzione globale di energia entro la fine di questo decennio, senza alcun costo economico netto” ha detto il Chief Economist della IEA Fatih Birol, autore principale del rapporto “L’adozione rapida e diffusa di questi principi potrebbe rivelarsi uno stimolo per ulteriori azioni, facendo guadagnare tempo prezioso mentre i negoziati internazionali sul clima continuano.

 

All’interno dello scenario 4-for-2°C le emissioni di gas serra legate al settore energetico globale rappresentano l’8% (3,1 Gt di CO 2 -equivalenti) valore inferiore nel 2020 rispetto a quanto previsto. Per ottenere questi risultati dovranno però essere adottate apposite misure di efficientamento energetico negli edifici, nell’industria e nel settore trasporti settori che così andranno a rappresentare la metà della riduzione ottenuta; il calo si otterrà anche limitando anche la costruzione e l’esercizio degli impianti a carbone meno efficienti che determinerebbe un calo degli rilascio di inquinanti del 20% con immediati vantaggi anche per la qualità dell’aria a livello locale. Insieme ad altre ipotesi e a diversi scenari energetici ipotizzati il rapporto evidenzia come al variare della temperatura saranno necessari degli adeguamenti delle infrastrutture che dovranno resistere a temperature più elevate oltre che ad eventi meteorologici violenti e improvvisi. Per migliorare la resilienza climatica del sistema energetico si mette quindi in evidenza il ruolo dei governi nel promuovere l’adattamento prudente (al fianco di mitigazione) e la necessità per l’industria per valutare i rischi e gli effetti come parte delle sue decisioni di investimento. E al variare della temperatura cambieranno, da paese a paese, le necessità e i costi dell’adeguamento delle infrastrutture e delle centrali energetiche.