• Articolo Ottawa, 12 febbraio 2018
  • Canada, i legami tra governo e lobby delle sabbie bituminose

  • Documenti ottenuti dal Guardian rivelano che governo canadese e lobby delle sabbie bituminose hanno fatto pressioni su Trump per l’ok al Keystone XL

sabbie bituminose

 

Le sabbie bituminose al centro della pressione del Canada sugli USA

 

(Rinnovabili.it) – Nonostante il primo ministro Justin Trudeau cerchi di promuovere in tutto il mondo la sua immagine di presidente ambientalista, nuovi documenti rivelano che il governo canadese ha lavorato a stretto contatto con la lobby del fossile per promuovere le esportazioni di sabbie bituminose negli Stati Uniti e in Europa.

Le carte, ottenute dal Guardian attraverso una richiesta di accesso agli atti, mostrano che il Segretario Parlamentare del Ministro degli Esteri canadese ha incontrato il CEO di TransCanada, Russ Girling e l’Associazione canadese dei produttori di petrolio (CAPP), per promuovere unitamente il maxi gasdotto Keystone XL presso l’amministrazione Trump dopo il veto di Obama.

La CAPP condivide molti membri con lo statunitense American Petroleum Institute, le cui pressioni sulla Casa Bianca hanno portato a una drastica riduzione delle normative ambientali e all’accelerazione dei permessi per le trivellazioni in terra e mare.

 

>> Leggi anche: Sabbie bituminose, il combustibile più sporco del mondo <<

 

Un documento citato dal Guardian del maggio 2017 mostra l’approvazione del governo canadese per l’elezione di Donald Trump: «Il giuramento di una nuova amministrazione negli Stati Uniti che riconosce l’importanza strategica del ruolo del Canada nella sicurezza energetica nordamericana è, finora, una notizia positiva per il settore energetico canadese per quanto riguarda un potenziale aumento del commercio di energia».

Nulla è dunque cambiato, sul fronte della politica energetica, rispetto al governo conservatore di Stephen Harper. Sotto Harper il Canada ha ottenuto un indebolimento della direttiva sulla qualità dei carburanti in Europa, in modo che dopo l’approvazione di un accordo commerciale bilaterale (CETA), le esportazioni di sabbie bituminose sarebbero state facilitate.

«I canadesi che hanno votato per Trudeau probabilmente non si aspettavano che usasse l’elezione di Trump come un’opportunità per eludere le preoccupazioni sulla protezione ambientale e sui diritti degli indigeni – ha detto Keith Stewart di Greenpeace – L’abbandono da parte del governo Trudeau di un’ambiziosa politica climatica nelle trattative con Trump e il suo appoggio ai lobbisti del petrolio mostra più la continuità con il governo Harper che non l’e azioni di un autoproclamato campione del clima».

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