• Articolo Siviglia, 23 luglio 2012
  • Uno studio pubblicato sul Bollettino dei Geologici spagnoli

    Canarie: la domanda di risorse è fuori controllo

  • Analizzare l’impronta ecologia delle Canarie ha evidenziato un tasso di consumo energetico superiore alle possibilità delle isole che dovrebbe sfruttare le potenzialità, anche turistiche, in maniera ecologica

(Rinnovabili.it) – I ricercatori dell’Università di Siviglia hanno misurato l’impronta ecologica delle Isole Canarie per concludere che è al di sopra della media mondiale. Più del 50% dell’impatto ambientale registrato è dovuto al consumo energetico, così alto che servirebbero 3,84 pianeti Terra per coprire l’intensità di tale consumo.

Per impronta ecologica si intende infatti un indicatore di pressione ambientale che misura la domanda di risorse della popolazione per unità di superficie (ettari) ed è calcolata dai flussi commerciali e dal consumo energetico di una popolazione in un determinato territorio.

Un gruppo di ricercatori ha voluto analizzare la pressione socio-ambientale delle Canarie e la sua relazione con il turismo, lavoro pubblicato sul Bollettino dell’Associazione dei Geografi spagnoli (Boletín de la Asociación de Geógrafos Españoles). “Il turismo aumenta l’impronta ecologica, soprattutto quando è massiccio e non adotta le migliori tecnologie e pratiche di gestione sostenibile. Le Canarie registrano una delle maggiori concentrazioni di masse turistiche europee, e se aggiungiamo la loro posizione periferica e il carico di popolazione, è ragionevole l’intensificazione della loro impronta ecologica”, ha dichiarato Francis M. Fernandez-Latorre, coautore dello studio e ricercatore presso l’Università di Siviglia.

La vulnerabilità delle Canarie è altresì determinata dalla sua natura insulare, dalla bassa capacità bioproduttiva, ovvero di ottenere risorse, e dalla sua dipendenza dall’estero mixati con la superficie ridotta e l’alta densità di popolazione. I ricercatori hanno trovato una correlazione “significativa” tra l’impronta ecologica e l’indicatore PresTur, un ‘termometro’ per misurare la pressione del turismo sul territorio e sulla popolazione locale, soprattutto per quanto riguarda il numero di alberghi per km.

“Quando l’impronta ecologica supera la biocapacità ci si trova in una situazione produttiva di deficit ecologico. Confrontata con impronta globale, ci vorrebbero 3.84 pianeti per sostenere il consumo di elettricità delle Canarie “, ha detto Fernandez-Latorre.

Ma per fortuna le Canarie mostrano anche un lato green. El Hierro e La Gomera sono infatti due realtà dove il turismo sostenibile è un elemento fondamentale per l’economia e la stabilità delle isole.