• Articolo Roma, 17 febbraio 2012
  • In Italia sono 13 le centrali a carbone attive

    Carbone: il combustibile più vecchio e sporco che c’è

  • Le 38 associazioni che compongono la coalizione Fermiamo il carbone lanciano il nuovo sito web e incitano la massa a schierarsi contro le centrali a carbone

(Rinnovabili.it) – “Una scelta che va contro ogni strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, contro la salute, lo sviluppo del territorio dell’agricoltura, del turismo e della pesca e contro l’occupazione”. Sono queste le parole con cui si è espressa Fermiamo il carbone, una coalizione composta da ben 38 associazioni che proprio oggi ha lanciato il nuovo sito www.incazzatineri.it, uno spazio sulla rete grazie al quale chiunque può informarsi sulle conseguenze dell’uso del carbone nelle centrali elettriche italiane. A essere sotto accusa non è solo la riconversione degli impianti esistenti, come quelli di Porto Tolle e Rossano Calabro, ma anche la realizzazione di nuovi gruppi, tra i quali Vado Ligure, Porto Torres e Saline Joniche. Le centrali a carbone attive in Italia sono 13, “13 mostri – si egge nel comunicato congiunto – che ogni giorno riversano nell’aria tonnellate di veleni”; tra queste, c’è anche quella di Brindisi, ad oggi tra i 20 impianti più inquinanti d’Europa. Il manifesto della campagna si schiera contro la lobby dell’energia, convinta che il carbone convenga. “A chi? – si è chiesta la coalizione – Non possiamo più tollerare questa politica energetica cieca e irresponsabile, questa gente che fa il suo interesse sulla pelle degli altri. La novità è che siamo incazzati. Neri. Come il carbone”.
Il kit dell’incazzato nero
Un’idea originale per carnevale è mascherarsi da “incazzato nero”. Sul sito, infatti è possibile scaricare il kit dell’incazzato, con loghi e foto per realizzare la maglietta dell’attivista e sostenere l’iniziativa.