• Articolo Nuova Delhi, 21 febbraio 2012
  • Dall’estero spedizioni per 118 milioni di tonnellate

    Carbone, l’India supera la Cina sull’import

  • Ancora “energia sporca” per Nuova Delhi che si prepara a soddisfare la propria fame elettrica importando il carbone che non riesce a produrre

(Rinnovabili.it) – Il più grande importatore al mondo di carbone? Ieri la Cina, domani l’India. Per entrambi i paesi si tratta della principale risorsa per la produzione di energia elettrica ed il progressivo incremento della domanda, legato ad uno sviluppo che non sembra conoscere freni, ha portato entrambe le nazioni a non far più affidamento solo sui propri giacimenti, ma a rivolgersi inevitabilmente all’estero.

La classifica,  che fino a ieri però ha visto la Repubblica Popolare dominare per fame energetica, si potrebbe a breve invertire. Stando a quanto riferito dalla multinazionale Citigroup, l’import di carbone in India potrebbe quest’anno superare i 118 milioni di tonnellate, rispetto ai “soli” 102 milioni di tonnellate richieste dai cinesi. A far lievitare le importazioni sarebbero le conseguenze della decisione del primo ministro indiano, Singh Manhoman. Manhoman avrebbe infatti imposto alla società statale Coal India Ltd, il più grande produttore mondiale del combustibile, di firmare accordi ventennali per la fornitura di carburante con i produttori di energia della nazione per soddisfare l’80 per cento dei loro bisogni – pena pesanti sanzioni -, ricorrendo, se necessario, anche alle importazioni.

Nonostante la tanto celebrata Solar Mission, Nuova Delhi sembra dunque essere ancora molto lontana dal poter “ecologizzare” il personale mix energetico. “Il deficit tra domanda e offerta di questa fonte fossile a livello nazionale potrebbe salire oltre i 150 milioni di tonnellate entro il 2014 se il paese non riesce ad aumentare le forniture locali del 6 per cento questo anno”, spiega la Citigroup. “La nazione sta cercando di migliorare le infrastrutture per raggiungere un tasso medio di crescita economica del 9 per cento nei prossimi cinque anni a partire dal 1 aprile”.