• Articolo Irving, 9 gennaio 2019
  • Caso Exxon: le indagini devono andare avanti

  • La Corte Suprema degli USA ha stabilito che le indagini sulla condotta di Exxon devono procedere per verificare se effettivamente la compagnia petrolifera per decenni abbia nascosto o meno tutto ciò che sapeva sul rapporto tra combustibili fossili e cambiamenti climatici

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Le indagini sono partite dopo che gli scienziati Exxon stabilirono di ridurre la combustione dei  fossili per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici

 

(Rinnovabili.it) – “La legge è chiara. L’ufficio del procuratore generale ha l’autorità di indagare sulla condotta di Exxon nei confronti dei consumatori e degli investitori e stiamo procedendo. Il pubblico merita risposte da questa società su ciò che sapeva sull’impatto della combustione di combustibili fossili e da quando sapeva”. Queste le parole di Chloe Gotsis, portavoce del procuratore generale del Massachusetts Maura Healey, incaricata di cercare documenti per verificare se la società abbia tratto in inganno i consumatori e gli investitori. Nella disputa sul documento sui cambiamenti climatici, infatti, la Corte Suprema degli Stati Uniti, rifiutando di ascoltare l’appello di Exxon Mobil Corporation su una sentenza del tribunale di primo grado del Massachusetts, ha ufficialmente autorizzato la Healey a procedere per verificare effettivamente se la compagnia petrolifera per decenni abbia nascosto o meno tutto ciò che sapeva sul ruolo svolto dai combustibili fossili nel cambiamento climatico.

 

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Con questa azione la Corte Suprema ha segnato l’ultima battuta d’arresto per Exxon nei suoi sforzi per fermare l’inchiesta su fatti iniziati negli anni 70. Anche dal tribunale di New York è partita una causa che ha accusato il big degli idrocarburi di avere sistematicamente ingannato gli investitori sull’impatto che le future normative sui cambiamenti climatici avrebbero avuto sui suoi affari, affermazioni che Exxon ha definito “senza merito”. Le indagini del Massachusetts e di New York sono state avviate in seguito a notizie del 2015 secondo cui gli scienziati di Exxon avevano stabilito che la combustione dei combustibili fossili doveva essere ridotta per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici, notizie che si basavano su documenti degli anni 70 e 80.

 

Nel 2016 Healey ha inoltrato una richiesta investigativa civile a Exxon alla ricerca di documenti per provare se avesse violato la legge sulla protezione dei consumatori dello stato attraverso la sua commercializzazione e vendita di prodotti a base di combustibili fossili. Exxon ha risposto che, essendo stato incorporato in Texas e nel New Jersey, Healey non aveva alcuna base per cercare documenti per condurre un’indagine la cui sede è in Massachusetts. Ma la Corte Suprema del Massachusetts nel mese di aprile ha dichiarato che la giurisdizione esisteva a causa del controllo esercitato da Exxon sulla pubblicità condotta su circa 300 stazioni di servizio in franchising operanti con i marchi Exxon e Mobil nel Massachusetts. Per Exxon le indagini del Massachusetts e di New York sono politicamente motivate. Ma con questa nuova decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti si va avanti nel tentativo di capire se la compagnia petrolifera abbia agito in mala fede oppure no.

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