• Articolo Bruxelles, 30 novembre 2018
  • CETS: parchi italiani tra i più premiati d’Europa

  • Alla cerimonia del Bruxelles Award 2018 assegnato da Europarc, che si è tenuta oggi al Parlamento Europeo, sono stati 9 i parchi italiani ad ottenere o vedersi confermata la Carta Europea per il Turismo Sostenibile (CETS)

parchi-italiani-europark

Il parco nazionale della Sila.

 

La filiera dei parchi italiani conta 105.000 posti di lavoro, 27 mln di presenze turistiche e un indotto pari a 5,5 mld di euro

 

(Rinnovabili.it) – I parchi italiani sono tra i più premiati d’Europa: alla cerimonia del Bruxelles Award 2018 assegnato da Europark, che si è tenuta oggi al Parlamento Europeo, sono state 9 le aree protette italiane ad ottenere o vedersi confermata la Carta Europea per il Turismo Sostenibile (CETS), uno strumento che certifica le prestazioni di un parco nell’ottica dello sviluppo del turismo sostenibile. La certificazione è stata confermata, e quindi rinnovata, per i Parchi Regionali Veglia-Devero – Ossola; il Parco Nazionale Val Grande; il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; il Parco Regionale Colli Euganei; il Parco Regionale delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo; il Parco Nazionale della Sila; il Parco Naturale Adamello Brenta. Ad ottenere, invece, per la prima volta la CETS sono stati il Parco Regionale Alpi Apuane e l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo.

 

La CETS è una certificazione nata per facilitare una migliore gestione delle aree protette, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio naturale e culturale, promuovendo al contempo una gestione del turismo attenta all’ambiente, alla popolazione locale, alle imprese e ai visitatori. Elemento centrale della Carta è, infatti, la collaborazione di tutte le parti interessate a realizzare quelle che sono le priorità mondiali ed europee espresse dalle raccomandazioni dell’Agenda 21, adottate al Summit della Terra di Rio nel 1992 e dal VI programma comunitario di azioni per lo sviluppo sostenibile. La Carta è coordinata da Europarc Federation che, insieme alle sue sezioni nazionali, ne gestisce le procedure di conferimento alle aree protette e coordina la rete delle aree certificate. Come ribadito anche dal Presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, la filiera in questione conta 105.000 posti di lavoro, 27 milioni di presenze turistiche e un indotto pari a 5,5 miliardi di euro: “Numeri che confermano – ha commentato Sammuri – che i parchi e le aree protette italiane sono luoghi di grande bellezza, di natura, di paesaggi. Luoghi dove, insieme a flora e fauna da tutelare, ci sono comunità operose, territori ricchi di tradizione ed aperti alle innovazioni e alle sfide del futuro”.

 

>>Leggi anche Rifiuti nei parchi urbani: da Legambiente la prima indagine nazionale<<

 

Attualmente nel nostro Paese la Carta è in vigore in 16 Parchi Nazionali, 21 Parchi Regionali, 4 Aree Marine Protette e 2 Parchi Transfrontalieri, per un totale di 43 aree protette certificate CETS. Federparchi insieme al Ministero dell’Ambiente ha curato l’assegnazione del riconoscimento per 33 di queste aree. Orgoglioso dei risultati ottenuti anche Enzo Lavarra, componente del board di Europarc Federation e presidente del Parco Dune Costiere: “È premiato il ruolo di battistrada dei parchi – ha detto Lavarra – che con la loro esperienza di successo collocano, oltre il loro perimetro, il turismo sostenibile come scelta del turismo italiano tout court. E per questo siamo incoraggiati a raggiungere il traguardo più ambizioso della fase tre della Cets per inserire i pacchetti delle nostre imprese nei circuiti internazionali dei tout operators e delle piattaforme digitali”.

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