• Articolo Cagliari, 18 dicembre 2012
  • Chimica verde, Sardegna verso nuovo modello di sviluppo

  • Avvenuta la presentazione ufficiale del cantiere di Matrica per la conversione di Porto Torres nel più grande polo d’Europa per la chimica verde

“La Regione ha fortemente voluto fin da subito il progetto per la chimica verde e ne ha fatto un fiore all’occhiello della sua strategia, come uno dei più importanti piani per la svolta industriale “green” della Sardegna”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, durante la presentazione ufficiale del cantiere di Matrica per la conversione di Porto Torres nel più grande polo d’Europa per la chimica verde. “Dopo avere inaugurato nel mese di febbraio scorso il centro di ricerca di Matrica – ha aggiunto il presidente – stiamo celebrando un altro importante atto concreto, a cui poi seguiranno tutti gli altri, che testimonia come si sia messo in moto un processo irreversibile di riqualificazione e rilancio della nostra industria. Grazie all’impegno profuso, la chimica verde è diventata anche un caso di successo nella collaborazione fra il pubblico e il privato, con un ulteriore valore aggiunto perché è imperniato sulla salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio di competenze e di professionalità, della cultura industriale dei nostri lavoratori, costruita con anni di lotte e sacrifici. La vera portata della chimica verde è proprio quella che introduce una radicale innovazione del modo di intendere il processo produttivo di tipo industriale”.

 

“Questo significa sostenibilità, eco-compatibilità, efficienza energetica, eliminazione di immissioni inquinanti; smaltimento/riciclo di sottoprodotti della lavorazione; smaltimento e riciclo del prodotto finale. Siamo in presenza un piano coerente con la nostra idea di sviluppo,  che parte dalla conoscenza scientifica per convertire le applicazioni industriali, verso modalità sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico. Si tratta si un indirizzo politico che la Regione porta avanti con determinazione, attraverso progetti di ampio respiro come SardegnaCO2.zero, che promuovono nei territori questo processo di cambiamento “a misura d’uomo”. Questi principi della ricerca avanzata, della sostenibilità ambientale, dell’efficienza energetica, della green economy e della chimica verde sono racchiuse le chiavi del riscatto che la Sardegna e di uno sviluppo che non produca solo benefici economici ma anche e soprattutto un miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Quando la nostra isola si é pronunciata in maniera decisa contro il nucleare, é perché abbiamo un’idea alternativa di sviluppo. La Sardegna – ha concluso il presidente deve essere come un’arca di Noé del Paese nella quale costruire un futuro basato sul rispetto dell’ambiente, del paesaggio, delle tradizioni, che vede nella green economy uno dei suoi pilastri principali”.