• Articolo Parma, 10 maggio 2018
  • Da Cibus di Parma alimenti sostenibili e lotta allo spreco alimentare

  • In occasione del Salone dell’Alimentazione di Parma che sta per concludersi buone notizie in campo green per il settore agroalimentare. Un esempio, l’hamburger con etichette green

Haburger

Dagli alimenti sostenibili al LIFE-Food.Waste.StandUp,  il programma europeo contro il waste food, che ha toccato 150mila consumatori in Italia

(Rinnovabili.it) – A Cibus, il Salone Internazionale dell’Alimentazione che si conclude il 10 maggio a Parma, c’è spazio per le novità che riguardano gli alimenti sostenibili, l’economia circolare che tocca il settore agroalimentare così come i progetti contro lo spreco di cibo. Partiamo da una novità interessante, l’hamburger più sostenibile. Se infatti tra le tante accuse rivolte alla filiera della carne c’è sempre stata quella di consumare quantità di acqua molto elevate, oggi l’azienda Montana presenta dati confortanti. Sei anni fa si parlava di 15.400 litri di acqua per chilogrammo di carne. Oggi invece per produrre un hamburger Montana del peso di un etto, il consumo diretto di acqua sarebbe di 72,8 litri che corrispondo a 728kg per chilogrammo. Un dato positivo rispetto a sei anni fa, reso noto in occasione di Cibus dal marchio della Inalca Spa del Gruppo Cremonini.Tra gli altri elementi a favore di una produzione sostenibile ci sono le emissioni di CO2, pari a 1 Kg di C02 equivalenti, valori che sarebbero inferiori del 50% rispetto a quelli della carne bovina e il 99,9% degli imballaggi coinvolti nel processo di produzione è poi avviato al riciclo.

”Diamo oggi un contributo importante – ha detto Giovanni Sorlini, responsabile Qualità di Inalca – nel dibattito nazionale sul rapporto carne- ambiente che consente di valutare i reali impatti della filiera, senza dipendere da studi scientifici appartenenti a sistemi produttivi molto diversi dai nostri. Si dimostra lo sforzo del mondo produttivo che, a partire da una migliore alimentazione animale e gestione dei reflui negli allevamenti, dimostra anche come l’integrazione delle filiere latte e carne rappresenti un punto di forza per l’efficienza produttiva e per gli impatti ambientali di tutti i processi di allevamento, trasporto, macellazione e lavorazione delle carne”. 

 

Come tema caldo c’è quello dello spreco alimentare, affrontato a Cibus con il Life-Food.Waste.StandUp, il progetto co-finanziato dal programma LIFE 2014-2020 della Commissione europea, di Federalimentare, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare Onlus e Unione Nazionale Consumatori. Proprio i Federalimentare è riuscita a portare sotto gli occhi di 20mila imprese alimentari del nostro paese la realtà dello spreco del cibo, coinvolgendo 5mila punti vendita e raggiungendo 150mila consumatori grazie a campagne di informazione e sensibilizzazione. “Stando ai dati Fao quasi 1/3 della produzione mondiale di cibo finisce nella spazzatura – ha commentato il vice presidente di Federalimentare Aurelio Ceresoli – Solo in Italia, ogni anno, vengono buttati via alimenti per oltre 12 miliardi e mezzo di euro. Una battaglia che nessuno può vincere da solo”.

Secondo il presidente di Federdistribuzione, Claudio Gradara“Molto abbiamo fatto per ridurre le eccedenze (lavorando con i fornitori, rendendo efficiente la logistica, studiando i comportamenti d’acquisto dei clienti, accelerando la vendita dei prodotti prossimi alla scadenza) e per aumentare il loro recupero attraverso conferimenti ad enti caritativi. Questo sforzo ha prodotto risultati positivi, ma c’è ancora da fare a partire da una partnership che dia luogo a iniziative sui territori che possano comprendere anche una premialità per i soggetti che donano, incentivando in questo modo un comportamento virtuoso capace, attraverso l’aumento delle donazioni, di diminuire i rifiuti e i costi per la collettività”.

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