• Articolo Pechino, 21 maggio 2019
  • Cina, giro di vite contro l’inquinamento: denunciate grandi aziende statali

  • Le grandi imprese statali dell’acciaio della Cina sono finite nel mirino del Governo: 82 le aziende accusate pubblicamente di eccessivo inquinamento e multe milionarie per decine di stabilimenti

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Grandi imprese dell’acciaio accusate pubblicamente dal Governo per il troppo inquinamento

(Rinnovabili.it) – La Repubblica popolare cinese ha denunciato pubblicamente decine di imprese, tra cui alcune delle più grandi aziende statali, di non aver rispettato i limiti nazionali sull’inquinamento (atmosferico e idrico) e di aver violato gli standard di monitoraggio. Tra i gruppi societari incriminati ci sono i giganti statali dell‘acciaio quali China Bowu Steel Group, Baosteel e Aluminium corporation of China, tutti e tre multati a cusa delle alte emissioni registrate. La Cina ha da tempo intensificato le proprie analisi e capacità di supervisione e monitoraggio dell’inquinamento in tempo reale delle fabbriche, anche se l’applicazione di tale provvedimento risulta essere una tra le più importanti sfide per il Governo cinese nel corso dell’attuale piano quinquennale.

 

Il documento, pubblicato in questi giorni dal Ministero, accusa 82 acciaierie di aver sforato gli standard di contaminazione per le acque reflue nel quarto trimestre del 2018 e mostra come solo il 22% dei 300 stabilimenti monitorati possegga un’attrezzatura adeguata per limitare gli scarichi inquinanti. Le aziende denunciate non solo sono sono state multate dal Governo ma è stato imposto loro di limitare le operazioni fin quando ogni problema legato non fosse stato risolto: la sanzione più alta è stata inflitta ad un impianto nella provincia di Liaoning per un totale di 7,2 milioni di yuan (circa 1,04 milioni di dollari statunitensi). Sorte non troppo dissimile per l’impianto regionale dell’Aluminium corporation of China nella regione di Shanxi, che detiene il triste primato del livello più alto di inquinamento tra gli impianti monitorati.

 

>>Leggi anche: La Cina continua la lotta all’inquinamento<<

 

Stando a quanto riporta l’agenzia Reuters, nel primo trimestre di quest’anno, la qualità dell’aria nelle regioni settentrionali (le più afflitte dallo smog) è diminuita rispetto al 2018; nel contempo alcuni territori hanno anche registrato un aumento delle letture degli inquinanti a livello fluviale e lacustre. Il Governo di Xi Jin-Ping sta cercando di inasprire le misure di prevenzione e contenimento malgrado aumentino le preoccupazioni per il rallentamento dell’economia. Ma il Ministro dell’Ecologia e dell’Ambiente ha assicurato nei giorni scorsi che il fattore economico non ridurrà l’impegno, nè farà chiudere un occhio sulla mancata osservanza delle norme. «Non possiamo abbassare la guardia né ridurre l’attenzione sull’ambiente» ha spiegato il Ministro a ‘China Daily’, prosepettando lo studio di un nuovo piano quinquennale contro smog e contaminazione idrica.

 

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