• Articolo Pechino, 23 dicembre 2014
  • Pene più severe e limiti più stringenti per i grandi inquinatori

    Cina, nuova legge contro l’inquinamento

  • Nel 2015 entrerà in vigore la nuova normativa contro l’inquinamento in Cina. La bozza è stata diffusa dall’agenzia di stampa Xinhua

Cina nuova legge contro l’inquinamento

 

(Rinnovabili.it) – La Cina prova a mettere a frutto i buoni propositi per l’anno nuovo: è uscita infatti la bozza della legge contro l’inquinamento che entrerà in vigore nel 2015. Prevede limiti più severi e sanzioni più pesanti. Si tratta di una revisione della legge che fino ad oggi si è rivelata inefficace. La notizia è stata diffusa dell’agenzia di stampa Xinhua, con toni trionfalistici per la mossa del governo per ridurre lo smog che miete centinaia di migliaia di vite ogni anno.

Il Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo valuterà questa settimana un progetto di legge che prevede multe fino a 1 milione di yuan (150.000 euro) o anche la chiusura per le fabbriche che superano i limiti di emissione.

 

La legge attuale della Cina è in vigore dal 1987 e, nonostante una revisione del 2000, non è stata aggiornata per stare al passo con la recente crescita economica lampo della nazione, che ha strozzato di smog i grandi centri urbani. Il mese scorso, un articolo sulla rivista del Natural Resources Defense Council, basato su uno studio dell’Università di Pechino, ha rilevato che l’inquinamento da carbone, da solo, ha ucciso 670.000 persone in Cina nel 2012.

«I problemi di inquinamento dell’aria, in alcune regioni, sono diventati importanti –  ha detto il ministro dell’Ambiente Zhou Shengxian – Ciò dimostra che la legge esistente non può andar bene in questa situazione».

 

Cina nuova legge contro l’inquinamento1

Tutti i luoghi dove le emissioni di carbone impattano sulla salute. Fonte: NRDC

 

La nuova normativa fisserà regole più severe per 264 milioni di veicoli cinesi, per l’industria del carbone e la produzione più inquinante.

Nascerà anche un sistema di allerta preventiva e procedure di emergenza per quando si verificheranno i picchi di inquinamento in zone a rischio, come ad esempio la regione di Pechino-Tianjin-Hebei, che nel terzo trimestre del 2014 ha sofferto alti tassi di inquinamento per quasi la metà del tempo.

 

Alcune delle misure delineate nel progetto sono già state avviate, anche se le politiche ambientali sono difficili da attuare in Cina, perché le agenzie locali spesso non hanno l’autorità per sanzionare potenti compagnie nazionali. Sembra però che una nuova legge sulla protezione dell’ambiente entrerà in vigore il 1 gennaio, dando più potere alle autorità ambientali di far rispettare le leggi di inquinamento.

2 Commenti

  1. Rinaldo Sorgenti
    Posted dicembre 24, 2014 at 5:22 pm

    Speriamo che l’attenzione per l’ambiente e l’insieme delle molteplici attività produttive e civili che contribuiscano alle emissioni globali in atmosfera siano finalmente disciplinate da nuove regole che consentano infine l’introduzione di nuove e nmoderne tecnologie, oggi disponibili ed applicate nei Paesi più avanzati del mondo, per poter drasticamente ridurre l’inquinamento atmosferico.

    Infatti, solo chi ha i “paraocchi” od un pregiudizio di base, può pensare che la causa di tali inquinamento sia dovuto ad un solo prodotto e non invece alla mancanza di attenzione a tutte le più disparate attività produttive che sono letteralmente esplose negli ultimi 10-15 anni nel “Continente” cinese.

    Non è peraltro difficile osservare che la Cina ormai produce oltre il 60% di tutto l’acciaio mondiale; che produce quantitativi di cemento enormemente maggiore di quanto se ne produca in Europa; che si raffinano quantitativi enormi di petrolio e che le numerose attività produttive lo fanno con impianti e tecnologie spesso arretrate e certamente non comparabili a quelle dei Paesi più avanzati.

    L’argomento riguarda quindi anche la produzione termoelettrica da carbone, così come – indubitabilmente – riguarda il livello del parco veicolare ed ancor più il riscaldamento civile e lo smaltimento dei rifiuti.

    Non è quindi il combustibile Carbone da demonizzare (sarebbe come guardare al dito mentre si indica la Luna), ma l’insufficiente sensibilità e l’inadeguata normativa che dovrebbe invece disciplinare le tecnologie da impiegare per tutte quelle attività produttive e civili di quel grandissimo e popoloso Paese.

    Rinnovabile, speriamo, anche l’apertura mentale di osservazione sul tema.

  2. Benjamin Mascotto
    Posted dicembre 27, 2014 at 5:59 pm

    speriamo che si smuovi qualcosa perché seno il mondo diventerà una “palla di fuoco”.

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