• Articolo Shanghai, 28 maggio 2018
  • La Cina punta su politiche ambientali a misura di città

  • Il ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente ha fatto sapere che i provvedimenti presi a livello globale saranno abbandonati in favore di leggi ad hoc che considerino le specificità delle realtà coinvolte

La Cina punta su politiche ambientali a misura di città

 

La Cina ha raggiunto gli obiettivi di qualità dell’aria 2013-2017 grazie alle sue politiche ambientali

(Rinnovabili.it) – La Cina vuole puntare su politiche ambientali su misura che soddisfino le esigenze delle diverse realtà locali, evitando il più possibile turbamenti economici, per continuare a conseguire l’obiettivo di combattere l’inquinamento. La decisione è stata ufficializzata dal ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente cinese. Nella corsa al miglioramento delle condizioni ambientali la Cina ha fino ad oggi imposto restrizioni generali in materia di traffico per migliorare la qualità dell’aria, così come nell’uso del carbone e nell’attività industriale per porre. La Cina ha raggiunto gli obiettivi di qualità dell’aria 2013-2017 ma i funzionari del ministero dell’Ambiente hanno affermato che nei prossimi anni sarà necessario un approccio più scientifico, città per città, per arrivare a risultanti ancora più positivi.

 

Le decisioni prese fino ad oggi hanno influito pesantemente su determinati settori industriali come quello dell’acciaio. In alcune città la produzione è dovuta scendere del 50% per abbassare i livelli di smog creando dunque scontento tra molte realtà produttive che hanno lamentato l’incapacità da parte del governo centrale di tener conto delle specificità locali. Le misure prese, in alcuni casi, hanno causato disagi anche a migliaia di famiglie: i grandi sforzi per convertire le caldaie a carbone in un combustibile più pulito hanno lasciato migliaia di case senza riscaldamento durante l’inverno a causa della scarsità di gas naturale.

 

Proprio per questo le nuove misure prese vieteranno l’uso di sospensioni e di divieti generalizzati per le realtà industriali che già rispettano i requisiti ambientali. Sarà dunque applicata una differenziazione tra le aziende che hanno rispettato tali requisiti e quelle che invece sono ancora indietro. Proprio per questo il ministero dell’Ambiente ha fatto sapere che darà agli enti regolatori locali il tempo sufficiente per indagare e risolvere i problemi ambientali evitando imposizioni dall’alto. “Il problema è che alcune fabbriche hanno implementato standard di emissioni molto migliori ma sono trattati allo stesso modo di quelli che non hanno fatto nulla”, ha riferito alla Reuters Chen Songxi, esperto di statistica ambientale presso la Guanghua School of Management della Peking University.

 

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