• Articolo Tokyo , 11 giugno 2012
  • Uno studio giapponese evidenzia un'incongruenza nei valori dichiarati dalla nazione e dalle province

    Cina: quello strano gap nei valori delle emissioni

  • Pare non tornino i conti. Le emissioni dichiarate dalle 30 province cinesi se sommate non corrispondono al valore nazionale, nettamente inferiore. La Cina supera così gli Usa per CO2 emessa

(Rinnovabili.it) – Emissioni superiori a quanto dichiarato. L’accusa mossa dal Giappone evidenzia un gap tra i valori annunciati dalla Cina e quanto realmente registrato in termini di inquinanti rilasciati in atmosfera.

Quando i ricercatori hanno sommato i numeri rilasciati nel 2010 da ciascuna delle 30 province cinesi, il totale ottenuto ha evidenziato un gap di emissioni per un totale di 1,4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Questa è la stessa quantità che il Giappone – il quarto più grande emettitore del mondo – rilascia in atmosfera ogni anno, ed è pari a circa il 5 per cento delle emissioni annuali globali. Dabo Guan dell’Università di Leeds, nel Regno Unito, e i colleghi relatori dello studio, ha dichiarato che ci sono politiche opposte che fanno pressione sulle statistiche provinciali e nazionali. L’Ufficio Nazionale di Statistica cinese ha specificato però che la discrepanza è tale a causa dell’uso di fattori di conversione diversi.

I numeri reali potrebbero quindi essere superiori del 20%, il che determinerebbe un cambiamento climatico nettamente più veloce rispetto a quanto stimato.

La Cina ha già superato gli Stati Uniti in termini di rilascio di gas ad effetto serra a livello mondiale, producendo circa un quarto dell’inquinamento da anidride carbonica che, secondo quanto dichiarando dagli esperti, sta riscaldando il pianeta e innescando condizioni climatiche più estreme. “Il fatto triste è che la produzione di energia cinese e i dati di emissione sono l’input principale per la redazione di modelli climatici e aggiungono ulteriore incertezza nella modellazione di simulazioni per la previsione dei futuri cambiamenti della temperatura”, dicono gli autori dello pubblicato sulla rivista Nature. Il team di scienziati provenienti da Cina, Gran Bretagna e Stati Uniti, guidata da Dabo Guan dell’Università di Leeds, ha studiato due gruppi di dati energetici dal National Bureau of Statistics cinese: un’analisi  ha tenuto conto del consumo di energia della nazione, l’altra delle sue province.

Secondo le statistiche nazionali cinesi, in media, le emissioni di CO2 sarebbero cresciute del 7,5 per cento all’anno dal 1997 al 2010 per un totale di 7.69 miliardi di tonnellate, secondo quanto riferito dagli autori dello studio. Al contrario, le emissioni aggregate di tutte le province sono aumentate in media dell’8,5% raggiungendo le 9,08 miliardi di tonnellate nel 2010. In confronto, le emissioni degli Stati Uniti sono risultate equivalenti a 6.87 miliardi di tonnellate nel 2010 come rivelato dall’Environmental Protection Agency.