• Articolo Washington, 16 febbraio 2017
  • Clima: assalto all’EPA, pronta la legge che la smonta dall’interno

  • L’assalto di Donald Trump all’Agenzia per la protezione ambientale ha la forma di un semplice disegno di legge: lo Stopping EPA Overreach Act, già depositato al Congresso

Clima: assalto all'EPA, pronta la legge che la smonta dall’interno

 

(Rinnovabili.it) – L’assalto di Donald Trump all’Agenzia per la protezione ambientale (EPA) ha la forma di un semplice disegno di legge. Il titolo del provvedimento non lascia spazio a dubbi: “Stopping EPA Overreach Act of 2017”, ovvero una legge per bloccare lo spingersi troppo oltre dell’EPA. In che senso vada inteso questo eccesso di zelo riguardo ad ambiente e clima è altrettanto chiaro dal prosieguo del testo, già depositato al Congresso:

 

  • L’EPA ha travalicato la sua autorità legale promulgando regolamenti che non sono stati vagliati dal Congresso circa il linguaggio di autorizzazione degli statuti emanato dal Congresso;

  • L’EPA aveva ragione a non classificare i gas serra come inquinanti prima del 2009;

  • Nessuna agenzia federale ha l’autorità per regolare i gas serra con le leggi vigenti;

  • Nessun tentativo di regolare i gas serra dev’essere intrapreso senza una ulteriore azione del Congresso.

 

E’ il cappello introduttivo del ddl H.R. 637, presentato dai Repubblicani e appoggiato da circa 130 deputati. Il grimaldello è puntato sul Clean Air Act, che verrebbe smontato introducendo un breve emendamento, denso di conseguenze. Il ddl prevede infatti che “il termine ‘inquinante atmosferico’ non include biossido di carbonio [CO2], vapore acqueo, metano, ossidi di azoto [NOx], idrofluorocarburi [HFC], perfluorocarburi o esafluoruro di zolfo”.

 

Clima: assalto all'EPA, pronta la legge che la smonta dall’interno

La guida in pectore dell’EPA, Scott Pruitt

Con queste modifiche, non verrebbe depotenziato soltanto il Clean Air Act, ma sarebbe anche congelato il Clean Power Plan, il piano voluto da Obama su cui si incardinano tutte le politiche climatiche degli Usa e da cui dipende in gran parte la possibilità di rispettare l’Accordo di Parigi. Quindi, da un lato si sostiene che l’EPA ha fatto troppo e si torna alla casella di partenza, mentre dall’altro si vieta a chiunque di approvare altri regolamenti in materia.

Risultato? Un enorme passo indietro rispetto agli obiettivi sul clima, ma anche ad accordi internazionali come quello faticosamente raggiunto l’anno scorso sugli HFC. Ciliegina sulla torta, il ddl prevede che nessuna delle leggi vigenti in materia di ambiente, acqua, rifiuti, aria e specie in pericolo sia da applicare nel senso di “una regolamentazione del cambiamento climatico o del riscaldamento globale”. E poi il giro di vite finale, pietra tombale su qualsiasi futura legge sul clima: in nessun caso – recita il testo – queste leggi già vigenti possono essere implementate se ne deriva un impatto negativo per l’impiego.

Questo provvedimento deve ancora superare il vaglio del Congresso prima di entrare in vigore, ma sta ricevendo sempre più supporto. Nel frattempo, Trump avrebbe pronti da due a cinque nuovi ordini esecutivi indirizzati all’EPA. Domani, venerdì, si svolgerà l’ennesima audizione di Scott Pruitt, guida in pectore dell’EPA scelto da Trump e negazionista del clima, cui finora è stato negato il via libera all’insediamento per i suoi stretti legami con le industrie fossili. Una costellazione di personaggi e provvedimenti che rischia di affossare l’EPA definitivamente.

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