• Articolo Brisbane, 27 maggio 2019
  • Defunti per il clima, attivisti ambientali in flash mob a Brisbane

  • Nell’Australia post-elettorale, più di duecento attivisti si sono ritrovati nel Queensland Museum per inscenare l’estinzione planetaria e testimoniare l’inazione del Governo sul clima

clima flash mob

 

Militanti di Extinction Rebellion: «Azione simbolica ma dobbiamo agire subito per il clima»

(Rinnovabili.it) – Nella giornata di ieri circa 250 attivisti ambientali di Extinction Rebellion si sono riuniti nel Queensland Museum di Brisbane (Australia) mettendo in scena un originale flash mob: tutti stesi a terra in silenzio per 15 minuti hanno cercato dare un’immagine concreta alla catastrofica estinzione di massa causata dal cambiamento climatico.
«È un’azione simbolica per dimostrare che se continuiamo ad uccidere il pianeta moriremo anche noi», hanno dichiarato gli attivisti di Extinction Rebellion, «dobbiamo agire per salvare la Grande barriera corallina e l’intero nostro pianeta».

 

 

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I manifestanti sono entrati nel museo e, dopo aver trascorso i primi minuti come semplici visitatori, hanno inscenato il “die-in” all’interno della sala delle balene: molti di loro erano vestiti come animali in via d’estinzione.
«Se non facciamo nulla, ovvero quello che stiamo già facendo, non muovendo un dito per salvare la Terra, non ci sarà più un luogo in cui potremo vivere», ha dichiarato Annabelle, piccola attivista ambientale di soli 10 anni. Alcuni manifestanti, tuttavia, sono stati arrestati e fermati prima dell’inizio della protesta.
Già nei giorni scorsi Extinction Rebellion aveva organizzato giornate di protesta in tutto il paese con dimostrazioni a Melbourne e Sidney. Il movimento chiede il raggiungimento di zero emissioni nette di gas serra entro il 2025 «al fine di fermare il sesto evento di estinzione di massa».

 

Proprio nella regione di Queensland, dov’è avvenuta la protesta, la scorsa settimana la governatrice Annastacia Palaszczuck ha approvato un cronoprogramma per far sì che venisse aperta la miniera di carbone di Carmichael, realizzata dalla compagnia indiana Adani.
Secondo fonti di stampa australiane il rieletto presidente Morrison, dato per sconfitto alla vigilia elettorale, è riuscito nell’intento di far percepire come economicamente necessaria la miniera di Carmichael che secondo esperti e scienziati avrà un effetto devastante sulla Grande barriera corallina.

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