• Articolo Pechino, 24 giugno 2015
  • Dichiarazione del rappresentante del governo per il Cambiamento Climatico

    Clima: la transizione della Cina costerà quasi 8 mila miliardi

  • L’intenzione è investire in ricerca, sviluppo e innovazione, per arrivare al 20% di rinnovabili e dare una mano nel tentativo di salvare il clima globale

Clima la transizione della Cina costerà quasi 8 mila miliardi

 

(Rinnovabili.it) – Costerà oltre 7.700 miliardi dollari alla Cina raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra che presenterà a fine mese alle Nazioni Unite, dando corpo alla sua strategia per i negoziati sul clima della COP 21. Per raggiungere i suoi obiettivi, il più grande inquinatore del mondo deve riconfigurare il suo mix energetico, oggi dipendente dal carbone, e sviluppare nuove fonti di energia. Lo ha detto Xie Zhenhua, rappresentante speciale per il cambiamento climatico della China’s National Development and Reform Commission, annunciando che i target saranno molto ambiziosi.

«Avremo bisogno investire in ricerca e sviluppo per ridurre i costi delle tecnologie e innovare, in modo da raggiungere gli obiettivi internazionali», ha dichiarato ai giornalisti durante un briefing del Dipartimento di Stato.

 

Tuttavia, l’investimento previsto dal Dragone nell’innovazione parte già con il piede sbagliato. Infatti, Stati Uniti e la Cina hanno annunciato lunedì che saranno partner in due nuovi progetti di cattura e stoccaggio del carbonio, con l’intento di rendere questa controversa tecnologia più commercializzabile.

I dettagli chiave del piano cinese non sono ancora noti, ma si prevede che includerà gli obiettivi annunciati nel mese di novembre, quando ha raggiunto un accordo di massima sul cambiamento climatico con Washington. Stringendo la mano ad Obama, Xi Jinping ha annunciato che entro il 2030 il suo Paese raggiungerà il picco delle emissioni, e alzerà il livello di energie rinnovabili al 20% del suo fabbisogno energetico.

 

Il consumo di carbone del Paese è diminuito per la prima volta nel 2014. Qualcuno ha anche azzardato l’ipotesi che il picco di CO2 si possa raggiungere prima del 2030, ma il premier Li Keqiang ha ribadito il target di novembre.

Ieri, intanto, il vice premier cinese Wang Yang ha detto che sono stati 750 mila i veicoli elettrici venduti nel Paese lo scorso anno, tre volte di più rispetto al 2013, con grandi profitti per aziende come Tesla e BYD.

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