• Articolo Washington, 6 ottobre 2016
  • Bisogna rivedere tutti i modelli predittivi del clima

    Clima, le emissioni antropiche di metano sono ben più alte del previsto

  • Uno studio pubblicato su Nature rivela che le emissioni di metano prodotte da fonti fossili sono dal 20 al 60% più alte di quanto stimato finora

Clima, le emissioni antropiche di metano sono ben più alte del previsto

 

(Rinnovabili.it) – Le emissioni antropiche di metano originato dallo sfruttamento di carbone, petrolio e gas naturale sono molto più alte di quanto si pensava fino ad ora. Lo afferma una ricerca pubblicata sulla rivista Nature, che ha condotto l’analisi ad oggi più completa grazie alla creazione di un immenso database che racchiude dati e misurazioni provenienti da tutto il mondo.

Il metano è un gas serra che concorre al riscaldamento globale. È meno presente in atmosfera della CO2, ma ha un potere climalterante maggiore e dunque è più pericoloso per l’andamento delle temperature globali.

Gli scienziati hanno calcolato che l’ammontare globale delle emissioni di metano – comprendente sia le fonti fossili usate dall’industria, sia le fuoriuscite naturali del gas dalla crosta terrestre – sono dal 60% al 110% più alte di quanto si sospettava fino ad oggi. Se si prendono in considerazione soltanto le emissioni di origine antropica (che costituiscono da un terzo alla metà del totale), l’eccesso di metano varia dal 20% al 60% in più rispetto alle ultime stime disponibili. Lo studio è riuscito a raggiungere un’accuratezza di misurazione senza precedenti analizzando le “impronte” isotopiche delle diverse fonti di questo gas serra.

 

Le emissioni di metano hanno visto un’impennata a partire dalla rivoluzione industriale, e hanno continuato a seguire una tendenza in continua crescita salvo una breve pausa tra il 1996 e il 2006, che gli esperti tendono a spiegare con la contemporanea decrescita delle emissioni da fonti fossili nei Paesi dell’area ex sovietica. I risultati dello studio hanno un’altra importante ricaduta: il nuovo scenario impone di rivedere tutti i modelli climatici predittivi su cui abbiamo basato le nostre valutazioni sino ad ora.

“La buona notizia – commenta Stefan Schwietzke, scienziato dell’università del Colorado in servizio anche al Noaa e autore dello studio – è che una riduzione delle emissioni di metano avrà rapidamente effetti sul clima, perché questo gas ha una durata di vita inferiore alla CO2. E poiché le emissioni di metano da fonti fossili sono più alte del previsto, allora è maggiore anche il potenziale per ridurre gli effetti sul clima derivanti da questa specifica fonte”. Sempre che, ovviamente, vengano prese misure adeguate dagli Stati.

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