• Articolo Ginevra, 30 dicembre 2014
  • Rajendra Pachauri, presidente del panel: continueremo il nostro lavoro

    Clima: quale futuro per l’IPCC?

  • Il synthesis report uscito prima della COP20 ha segnato il punto di arrivo di un lavoro sul clima lungo 26 anni. E adesso?

Clima quale futuro per l’IPCC

 

(Rinnovabili.it) – L’IPCC continuerà il suo lavoro, non importa se i paesi troveranno un accordo globale sul clima il prossimo anno, a Parigi, oppure noLo ha detto Rajendra Pachauri, presidente del panel intergovernativo sui cambiamenti climatici. Non sembra una dichiarazione così forte da meritare più della consueta attenzione, ma quando si impara a leggere il politichese queste frasi suonano come un allarme.

 

Nessuno fino a ieri dubitava, infatti, che a Parigi 2015, ultima spiaggia per dare un senso al meccanismo delle COP, la comunità internazionale avrebbe potuto convergere su un accordo per il clima capace di raccogliere e rilanciare l’eredità di Kyoto. Invece, il solo fatto che il presidente dell’IPCC non rifiuti l’eventualità che questo global deal non si raggiunga, significa che forse sta cercando di attutire un possibile colpo? Chissà.

La dichiarazione si può, tuttavia, leggere anche su un altro piano: che ne sarà dell’IPCC adesso che il rapporto di sintesi è stato presentato? Si è chiuso un ciclo, che durava dalla fondazione del panel, nel 1988, e cominciano le speculazioni sul futuro dell’organismo.

 

Le relazioni dell’IPCC sono sempre state elementi chiave per i negoziatori. Il quinto e ultimo rapporto di valutazione è uscito a novembre, in vista dei colloqui sul clima a Lima. Ha subito pressioni dai grandi inquinatori e richieste di modifica per non recare termini o frasi troppo allarmanti. Alla fine è uscito in pompa magna, come summa di tutto il lavoro precedente del panel. Ma è stato sostanzialmente ignorato dai governi impegnati nei negoziati sul clima in Perù.

Il presidente Pachauri ha detto che si aspetta che venga commissionato un sesto rapporto di valutazione, forse in grado di andare oltre il synthesis report (AR5). Alla domanda sul futuro di questo organismo delle Nazioni Unite, ha risposto: «Penso che il lavoro dell’IPCC continuerà, in quanto vi è anche un crescente desiderio di contribuire da parte della comunità scientifica in tutto il mondo».

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