• Articolo Londra, 26 aprile 2012
  • Uno studio della Bloomberg Finance

    Clima: meno CO2 in Europa costerebbe solo 9 euro a persona

  • Un’indagine della BNEF ha rivelato che in caso l’Europa alzasse i livelli di riduzione delle emissioni il prezzo medio da corrispondere per ogni cittadino non arriverebbe a dieci euro annui

(Rinnovabili.it) – Obiettivi di riduzione del carbonio più severi costerebbero ad ogni cittadino europeo solo l’equivalente di qualche caffè. E’ questo quanto emerge da un’analisi condotta da Bloomberg New Energy Finance (BNEF) e commissionata dal Dipartmento dell’Energia e del Cambiamento Climatico britannico (DECC).

Aumentando i tassi di riduzione fissati al 2020, ogni cittadino si troverebbe, infatti, a corrispondere tra i 7 e i 9 euro, ovvero lo 0.03-0,04 del PIL europeo annuo, per un totale di circa 35 miliardi di euro ogni 12 mesi da qui alla scadenza degli obiettivi.

Così facendo alcuni paesi dell’Unione, tra cui Belgio e Polonia, si troverebbero a trarre vantaggio da una situazione che per altri si potrebbe invece dimostrare scomoda. “È evidente che una politica più ambiziosa non sarebbe così dolorosa come temono alcuni paesi”, ha detto Guy Turner, a capo delle ricerche sul carbonio e sull’energia per la BNEF. “Alzare il target di riduzione delle emissioni richiederebbe ulteriori tagli nei settori coperti dal sistema di scambio di emissioni, come ad esempio la produzione di energia e di acciaio, così come anche per quelle al di fuori del sistema, compresa l’agricoltura, i trasporti e gli edifici.” Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia potrebbero beneficiare della nuova condizione se fossero in grado di vendere quote di carbonio in eccesso nei paesi dell’UE che hanno meno. Il Regno Unito, Francia, Germania e Italia si troverebbero invece ad affrontare i maggiori costi aggiuntivi in termini assoluti, compresi tra 1,1 miliardi e 2,5 miliardi di euro all’anno ciascuno, ovvero circa lo 0,05% del PIL.